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lunedì 5 maggio 2008

Caparezza - Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)




“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche, eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stoker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono il pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pachinko
Non gratto, non vinco, non trinco
nelle sale bingo
Man mano mi convinco che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore.
Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari
dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere.
Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere.
Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera,
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera,
quanti precari,
sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari,
se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini,
ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini

sono un eroe, perché lotto tutte le ore.
Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari
dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere.
Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere.
Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237
ma non farò la mia famiglia a fette
perché sono un eroe.

sono un eroe, perché lotto tutte le ore.
Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari
dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere.
Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere.
Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere.



L'ultimo capolavoro di Caparezza denuncia il precariato e lo sfruttamento operaio in Italia. Non solo. All'interno del testo l'artista di Molfetta, passa in rassegna ad alcuni dei grandi scandali che hanno colorito le cronache degli ultimi tempi: il caso Priebke, lo scandalo della Banca Popolare di Lodi, lo scandalo su Vittorio Emanuele di Savoia. Sostanzialmente Caparezza vuole ergere ad eroe il lavoratore probo, che continua a tirare avanti mantenendo intatta l'onesta, la dignità e l'orgoglio, nonostante il mondo di ingiustizie che lo circonda. Per confermare la sua visione negativa verso il precariato, Caparezza ha partecipato al V2-DAY di Beppe Grillo, dove un argomento di grande discussione e denuncia è proprio la Legge30, o Legge Maroni (ingiustamente denominata Legge Biagi), ovvero la legge che regola il precariato italiano. Invito chiunque non l'abbia ancora fatto a scaricare (gratuitamente) il libro "Schiavi Moderni", che raccoglie le testimonianze di diversi precari nel Paese, soggetti a maltrattamenti nei posti di lavoro.

W TUTTI I LUIGI DELLE BICOCCHE!!!



Scarica Schiavi Moderni

giovedì 24 aprile 2008

V2-DAY PER UNA LIBERA INFORMAZIONE



In un Paese dove la politica paga l'informazione con i soldi dei cittadini (quasi 1 MILIARDO di euro all'anno), dove la legge che regola il sistema radiotelevisivo nazionale (legge Gasparri) viene condannata dall'Unione Europea, non può esistere libertà d'informazione, non esiste informazione. Il finanziamento pubblico alle testate giornalistiche è il mezzo di ricatto della politica alla libera informazione. Come si può pensare che il Corriere della Sera, il più grande giornale italiano, possa informare il cittadino sulla mala politica in modo trasparente, se ogni anno ottiene sovvenzioni per un ammontare di diversi milioni di euro?
Ogni giorno in ogni intervista, è evidente la mancanza del contraddittorio, ogni parte politica parla per sè, hanno tutti ragione e l'altro ha torto. La funzione del giornalista che prende le parti dell'informazione vera non esiste più, nessun giornalista smentisce un politico in diretta nazionale.
Riotta, direttore del TG1, non ha preso le difese di Biagi quando Berlusconi in diretta nazionale ha negato l'esistenza dell'editto bulgaro, e ha affermato che il defunto giornalista se n'era andato per ottenere un buon licenziamento. Un direttore-zerbino come Riotta (ma anche tutti gli altri) non si sognerebbe mai di denunciare il conflitto di interesse, le sentenze, le leggi ad personam del nuovo premier Silvio Berlusconi. Questa informazione drogata dagli interessi disinibisce il cittadino sulla reale gravità di queste situazioni. Andiamo a votare inconsapevoli delle differenze tra "prescrizione e assoluzione", "immigrazione e criminalità", "informazione e disinformazione" e su tanti altri aspetti che coinvolgono la nostra società malata.
Domani 25 aprile 2008 i meet up di Beppe Grillo offriranno, in 450 città italiane, la possibilità di firmare per tre referendum: abolizione della legge Gasparri condannata dalla UE, abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, abolizione dell'ordine dei giornalisti (nessun Paese occidentale ha un ordine dei giornalisti a parte il nostro). Servono 500mila firme per ognuno dei tre punti. La media è di poco più di 1100 firmatari per città, si può fare.
A Forlì il banchetto per le firme sarà in via Andrea Dragoni 52(di fronte al parco Verre), si potrà firmare dalle 9 del mattino fino alle 23. Il sindaco Nadia Masini non ha reso possibile la raccolta delle firme in Piazza Saffi, la piazza principale della città. Nemmeno per la Piazzetta della Misura, dove si svolse il primo V-DAY, è stata data la disponibilità.
Vorrei ringraziare il nostro sindaco Nadia Masini per l'ostruzionismo verso la libera informazione esibito in questa circostanza.
Nadia Masini VAFFANCULO!!!


Vday

martedì 15 aprile 2008

QUANDO UN ELEZIONE SI TRASFORMA IN TRAGEDIA - I PROMOSSI












Gli italiani hanno scelto Berlusconi per governare il Paese, per la terza volta il Cavaliere sale in cattedra, legittimando la sua vittoria con milioni di voto di distacco. E’ l’Italia di Berlusconi ma è anche l’Italia della Lega Nord, complice del dominio berlusconiano in gran parte delle regioni del nord. Il Partito Democratico si dimostra incapace di competere con il PDL, tutta la sinistra rappresentata da Sinistra Arcobaleno, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica, Partito Socialista viene spazzata via. Gli italiani hanno scelto chi ha adottato una linea dura sputando bugie ogni giorno, diffamando senza ritegno, proclamando eroe un pluriomicida come Mangano, minacciando la guerra civile, per non parlare delle intercettazioni di dell’Utri per modificare 50mila schede in favore del PDL. Il Partito Democratico ha la grande colpa di non aver voluto demolire la squadra berlusconiana, in realtà nessuno l’ha fatto, ma bastava dire agli italiani la verità. Bastava parlare delle prescrizioni del Cavaliere, della sua iscrizione alla loggia P2, delle sue leggi su misura, dei condannati e prescritti che ha candidato (e che andranno quasi tutti al Parlamento), di chi era veramente Mangano, dei rapporti con Craxi, dell’editto bulgaro, delle menzogne in 14 anni di politica, del conflitto di interesse enorme, della scarsa credibilità che riscuote all’estero.
Gli italiani NON sono colpevoli ma sono inconsapevoli. Non esiste in Italia nessuno che possa istruire il cittadino medio sulla dimensione enorme della gravità di questi fatti. Il monopolismo televisivo e la complicità delle testate giornalistiche sono tutte a favore di questo Berlusconi, che in un altro Paese sarebbe smentito ad ogni intervista, o più probabilmente in galera da tempo. La vera grande sconfitta di queste elezioni è la libertà d’informazione italiana, ne esce vittoriosa l’omertà elettorale, nemmeno i nemici politici di Berlusconi si azzardano a dire la verità sul suo conto, a screditarlo c’è solo Antonio di Pietro (in queste elezioni ha raddoppiato l'elettorato), che dal suo blog mostra la tessera da piduista del “paladino delle libertà”.
Uniche note positive di queste elezioni sono, la larga maggioranza che mette sulle spalle del governo gran parte della responsabilità, l’eliminazioni di piccoli partiti che permette una maggiore stabilità tra le coalizioni, e la nascita di una terza forza all’interno del Parlamento che può rappresentare un’alternativa alle grandi coalizioni, anche se l’UDC al momento non mi ispira grandi garanzie. Nell’Emilia-Romagna, la mia regione, la coalizione PD+IDV si è imposta al Senato (49,9%) e alla Camera (49,4%), la coalizione PDL+LN ha ottenuto 36,5% al Senato e 36,3% alla Camera. Nella mia provincia, Forlì-Cesena, i risultati sono stati circa gli stessi, al Senato 49,1% per PD+IDV e 36,9% per PDL+LN, alla Camera 49,5% PD+IDV e 36,5% PDL+LN. Diciamo che vivo in un’isola felice, ma purtroppo c’è poco da rallegrarsi.
Ad oggi è concessa solo la preoccupazione. Quello che verrà domani verrà affrontato con la lucidità che tento di dare ad ogni cosa che scrivo, senza paraocchi o compromessi.
Riporto una lista con i condannati e prescritti di entrambe le coalizioni, a differenza delle liste precedenti (candidati), queste persone andranno in Parlamento a legiferare.

Coalizione vincente PDL+LN+Mpa (16 deputati+12senatori=28)
Gianni Alemanno(exAN):
nel 1982 sconta 8 mesi di carcere per aver lanciato una bomba molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica. Dopo aver scontato la pena richiede e ottiene la “riabilitazione penale” e per questo motivo la fedina penale risulta pulita. Deputato.
Silvio Berlusconi: Prescritto 4 volte dal reato di falso in bilancio, prescritto inoltre dal reato di corruzione giudiziaria, appropriazione indebita, tangenti (1,23 miliardi a Bettino Craxi). Deputato.
Massimo Maria Berruti: condannato a 8 mesi di carcere per favoreggiamento nel caso delle tangenti alle Guardie di Finanza. Prescritto dal reato di falso in bilancio (caso Lentini). Deputato.
Matteo Bragantini(LN): condannato a 2 mesi per propaganda razzista. Deputato.
Aldo Brancher: prescritto per finanziamento illecito ai partiti. Deputato.
Matteo Brigandì(LN): arrestato e condannato a 2 anni di reclusione per truffa aggravata ai danni della Regione Piemonte. Camera dei deputati Marche numero 3 lista Lega Nord. Deputato.
Umberto Bossi(LN): condannato a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, condannato ad 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera italiana. Prescritto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale. Deputato.
Roberto Calderoli(LN): prescritto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale. Senatore.
Giulio Camber: condannato a 8 mesi per millantato credito ricevette 100 milioni di lire da una banca per assicurarle appoggio politico e salvarla dalla bancarotta. Senatore.
Giampiero Carlo Cantoni: 2 anni (patteggiati) per corruzione e bancarotta fraudolenta. Senatore.
Davide Carlo Caparini(LN): prescritto per resistenza a pubblico ufficiale per i fatti di via Bellerio. Deputato.
Giampiero Catone: arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata. Deputato.
Giuseppe Ciarrapico: può vantare condanne come sfruttamento del lavoro minorile, 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, 3 anni per ricettazione fallimentare, 1 anno e 8 mesi per truffa pluriaggravata, e una condanna con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa. In tutto 5 condanne definitive. Senatore.
Marcello de Angelis(exAN): condanna a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva (dirigente di Terza Posizione). Deputato.
Marcello dell’Utri: 2 anni per tentata estorsione, 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, 2 anni per frode fiscale. Senatore
Renato Farina: 6 mesi (patteggiati) per favoreggiamento nel caso Sismi-CIA. Deputato.
Vincenzo Fasano(exAN): condannato a 2 anni per concussionere per l'indagine sulle aree Asi di Battipaglia (Salerno). Pena indultata. Senatore.
Giuseppe Firrarello: recentemente condannato a 2 anni e 6 mesi di carcere per turbativa d’asta. Senatore.
Gaspare Giudice: prescritto per bancarotta semplice. Deputato.
Maurizio Iapicca: arrestato nel 1995 e processato per false fatturazioni, falso in bilancio, abuso d'ufficio, ottiene la prescrizione. Deputato.
Giorgio La Malfa: condanna a 6 mesi per finanziamento illecito. Deputato.
Giancarlo Lehner: condannato per diffamazione aggravata. Deputato.
Roberto Maroni(LN): condannato 4 anni e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Deputato.
Domenico Nania(exAN): condanna per lesioni volontarie personali durante una manifestazione studentesca. Senatore.
Antonio Paravia: prescritto per un caso di tangenti alla sanità pubblica. Senatore.
Salvatore Sciascia: 2 anni per corruzione nello scandalo delle tangenti alle Guardie di Finanza. Senatore.
Antonio Tomassini: condanna di 3 anni per falso in atto pubblico. Il dott. Tomassini è stato condannato per aver soppresso il partogramma di una sua paziente, la quale partorì una neonata destinata a 19 anni di vita vegetativa. Senatore.
Carlo Vizzini: prescritto nello scandalo delle tangenti Enimont. Senatore.

Coalizione perdente PD+IDV (7 deputati+2 senatori=9)

Emma Bonino: 1975 arrestata per procurato aborto sconta il carcere, 1977 arrestata a Varsavia poiché manifestava contro il regime comunista, 1990 viene arrestata a New York per la distribuzione illegale di siringhe, in questa occasione manifestava contro la legge che impediva l’uso di siringhe ai tossicodipendenti senza prescrizione medica. Senatrice.
Enzo Carra:condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni nel caso delle tangenti Enimont. Deputato.
Pierluigi Castagnetti: prescitto per corruzione a causa di una tangente ricevuta tra il 1991 e il 1992. Deputato.
Massimo D’Alema: prescrizione per finanziamento illecito da parte di Francesco Cavallari (noto per la sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa). Deputato.
Renzo Lusetti: ex assessore della giunta Rutelli a Roma, condannato a risarcire al comune di Roma una somma intorno ai 400milioni di lire per la vicenda "consulenze d'oro". Deputato.
Leoluca Orlando: condannato per diffamazione aggravata. Deputato.
Antonio Papania: condannato a 2 anni 20 mesi e 20 giorni (patteggiati) per abuso d’ufficio. Senatore.
Andrea Rigoni: condannato in primo grado a 8 mesi per abuso edilizio. Deputato.
Francesco Rutelli: condannato a risarcire il comune di Roma una somma pari a £301.674.228 per il caso delle “consulenze d’oro”. Senatore.

Promossi...




Vday

lunedì 14 aprile 2008

Mi mancherai Tana...


“Il 29 Aprile le nuove Camere saranno convocate e lascerò l'incarico di parlamentare.
Questo messaggio è dunque un saluto e un ringraziamento agli elettori e a tutte le persone, in Italia e nel mondo, con cui ho lavorato durante questi anni. Per me sono stati anni molto intensi, in cui ho imparato molto, fuori e dentro le aule del Parlamento…[]
Ritenevo e ritengo che sarebbe stato un disastro andare a votare con il sistema elettorale vigente, e non solo per motivi di governabilità. Tanto che avevo fatto una promessa a me stessa: non mi sarei mai ricandidata con il cosiddetto "porcellum". Lo avevo dichiarto pubblicamente, e bisogna essere di parola. Ma nelle circostanze è stata una scelta facile, compiuta, e lo dico con rammarico, quasi con sollievo, dato il senso di estraneità crescente con cui guardo il panorama politico nazionale… []
In attesa di una ricomposizione politica di cui non dispero, ma per la quale temo che dovrò aspettare un po', il mio impegno si sposterà dalla parte della società civile. Continuerò la battaglia per la libertà d'informazione e l'indipendenza del servizio pubblico, insieme a molti altri del mondo del giornalismo e della cultura.”
dal sito della deputata Tana de Zulueta

Con queste parole la deputata (ex senatrice) Tana de Zulueta annuncia il suo addio al Parlamento. Durante il rito che porta gli italiani al voto, e i voti definiscono il nuovo Parlamento, ritengo giusto adoperarmi per ricordare chi dal Parlamento se ne andrà, in silenzio, senza il riconoscimento dovuto. Tana è una delle poche figure politiche, che in questi anni si sono opposte alle leggi vergogna del governo Berlusconi, fondando insieme a Nando dalla Chiesa il comitato “La legge è uguale per tutti”. Una persona di parola, come in Camera e Senato se trovano sempre meno, eppure lei se ne andrà e continueranno a rimanere i pregiudicati, i venduti, i falsi e le facce di bronzo. Nel 2006 tentò di proporre una legge per riformare il sistema televisivo italiano. La “politica che conta” preferì a questa proposta il decreto legge Gentiloni, che come tutti sanno, in due anni non ha ancora prodotto alcun risultato concreto. Il 31 gennaio 2008, una sentenza della Corte Europea di Giustizia ha riconosciuto a Europa7 il diritto di trasmettere sulle frequenze di Rete4, la magistratura italiana alla luce di questa sentenza dovrà multare lo Stato, per rimborsare Europa7 della mancata concessione delle frequenze legittimamente acquistate nel 1999. Gli esperti parlano di una multa di €300.000 al giorno con effetto retroattivo a partire da luglio 2006. Forse se la proposta di Tana fosse stata considerata, i cittadini italiani non avrebbero dovuto pagare un maxirisarcimento a Francesco di Stefano.
Così, dopo che per quasi 10 anni Berlusconi si è arricchito ABUSIVAMENTE con gli introiti pubblicitari di Rete4, e ha fatto propaganda "di parte" attraverso il TG4 di Emilio Fede, chi ci rimetterà saranno solo i contribuenti.
Spero sinceramente che la politica possa davvero migliorare, e permettere alle persone valide come Tana, di tornare a sedere in Parlamento senza la necessità di tapparsi il naso.


Guarda l'elenco dei condannati della coalizione PD+IDV
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Vday

giovedì 10 aprile 2008

Ragioni percui voto IDV - Quello che non si dice mai abbastanza
























La pubblicazione di oggi sarà parte integrante dell’ultimo intervento “Ragioni percui voto – Quello che Grillo non dice”. Infatti ognuno di noi, deve trovare una ragione per fare qualcosa e pensare a come farla, il più correttamente possibile. Così io con l’ultimo intervento, mi sono dato le ragioni per votare, ed oggi mi convincerò delle ragioni che ho acquisito per votare la lista dell’Italia dei Valori.
Non voterò piccoli partiti (mi sarebbe piaciuto PER IL BENE COMUNE del dott.Montanari) non per mancanza di rispetto, ma perché vorrei continuare a seguire la linea della coerenza per combattere l’ascesa di Berlusconi al governo. Sono convinto che un voto a un partito piccolo non sia un voto utile a questa causa, inoltre ogni partito che supera l’1% dell’elettorato, ha diritto a ricevere €1 per ogni voto ricevuto. Questo deriva da una simpatica legge passata nel silenzio generale, e che rappresenta un notevole investimento per alcune pseudo liste che si presentano sapendo di non avere speranza, solo per fare il gioco della lotteria e magari vincere qualche premio. Voterò IDV perchè la coalizione con il PD può concorrere contro il PDL e in più per altre ragioni che ora elencherò.
Ci tengo a precisare che il partito dell'Italia dei Valori candida come premier Walter Veltroni, ma i voti che acquisisce non vanno ad aumentare i posti in parlamento del PD, quei voti sono solo per Veltroni e per i candidati con la lista "di Pietro".
Vorrei partire da quello che è già successo durante l’ultimo governo per poi analizzare ciò che è stato proposto durante la campagna elettorale.
L’Italia dei Valori si è distinto come partito,e mi ha molto colpito, quando fu l’unico al completo a rifiutare l’indulto. Prescrizioni, buoni condotta, indulto sono mezzi che servono solo a non fare esplodere le carceri e a farla fare franca a qualche furbetto, amico della politica. Se commetti un reato devi pagare. Sarebbe ora di incominciare a costruire delle carceri, dato che sono decenni che non vengono costruite, e non continuare a fare affidamento su questi mezzi depenalizzanti. Continuando così le conseguenze saranno ancora le stesse. Sempre più “miracolati” per le strade (o in Parlamento)a far danni, e condizioni di detenzione sempre più simili alla tortura. Per come la vedo io l’IDV ha fatto molto bene a votare contro l’indulto e di Pietro ha fatto molto bene ad ottenere 20 milioni di euro, dalla riduzione dei finanziamenti ai partiti, e spalmarli sulla costruzione di nuove carceri. Inoltre di Pietro è l’unico che ha parlato dei 98MILIARDI di euro che le concessionarie di slot-machine devono allo Stato. E’ stato l’unico a battersi contro la limitazione delle intercettazioni voluta da Mastella, l'unico contro il segreto di Stato sul caso Sismi-CIA (Abu Omar), contro la depenalizzazione delle pene per la bancarotta fraudolenta. Ma come fa un governo di centrosinistra a pensare di voler depenalizzare il reato di bancarotta fraudolenta? E i piccoli risparmiatori chi li deve tutelare? Almeno c’è un di Pietro che non sta al gioco.
Quando i tesorieri dei partiti iniziarono di riaprire i finanziamenti pubblici ai partiti il tesoriere dell’IDV Silvana Mura si oppose insieme a pochi altri, e questo è un altro punto a favore. Silvana Mura viene candidata come deputato in queste elezioni anche nella mia regione, l’Emilia-Romagna.
Da ministro, di Pietro ha denunciato mancati investimenti da parte di Autostrade per un ammontare di 2,5 miliardi di euro, ne ha chiesto il deposito in un fondo del Ministero e ha richiesto gli interessi alle società concessionarie. Ha vinto 4 cause intentate al Ministero delle Infrastrutture per la tentata fusione Abertis – Atlantia (exAutostrade). Ha STOPPATO gli aumenti delle tariffe autostradali. Ha destinato i fondi per il ponte sullo Stretto di Messina, all’area metropolitana di Palermo, Messina e Catania. I dipendenti della società Stretto di Messina sono stati trasferiti presso l’ANAS, sono rimasti 5 dipendenti e un amministratore (incarico assegnato al presidente dell’ANSA) a stipendio gratuito. Insomma questo Antonio di Pietro le ha fatte le sue cose buone, sicuramente qualcosa ha toppato, ma nessuno è perfetto e in rapporto a quello che è successo nella politica è l’unico di cui posso elencare tante note positive. Inoltre voglio riconoscergli il grande merito di aver compreso appieno la filosofia del blog e della politica in rete. Ottimi i suoi interventi su you tube, il suo programma elettorale discusso con i lettori del blog, le risposte abbastanza frequenti alle richieste di massa nel suo spazio online. Davvero un esempio per tutti gli altri politici in questo campo.
Passiamo ora alla campagna elettorale e alle liste presentante dall’IDV.
L’unico che in questa campagna elettorale ricorda, che l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea, a togliere dalle frequenze nazionali Rete4 e lasciare trasmettere Europa7, è ancora di Pietro. Riguardo questa vicenda, la magistratura italiana, dovrà emettere sentenza entro l’anno per il risarcimento che lo Stato italiano deve a Francesco di Stefano titolare di Europa7. Questi soldi (NOSTRI) saranno calcolati con una formula retroattiva a partire da Luglio 2006. La multa potrebbe aggirarsi sull’ordine dei €300.000 al giorno (198,3MILIONI di euro ad oggi).
Per quasi 10 anni Berlusconi se n’è fregato della sentenza della Corte Costituzionale, facendo soldi ABUSIVAMENTE con le pubblicità di rete4, ed ora a pagare saranno i contribuenti.
L’ex ministro delle telecomunicazioni Gasparri (che ha scritto la legge condannata) ha detto che rete4 non rischia niente e continuerà a trasmettere.
Facile, tanto paghiamo noi vero? Gasparri VAFFANCULO te e il tuo padrone!!!
Il conflitto di interesse evidentemente può giocare brutti scherzi, ma solo di Pietro ne parla nella politica che conta; i vari Fassino, Violante, d’Alema, Veltroni, Bonino,Gentiloni stanno tutti zitti. Nel programma elettorale di IDV è stato inserito l’impegno per far eseguire la sentenza e togliere la politica dalla RAI. Punto che condivido assolutamente. Alcuni altri punti condivisibili del programma sono la revisione della legge30, agevolazioni fiscali per i precari, reintroduzione del reato di falso in bilancio (depenalizzato da Berlusconi per se stesso e i suoi compagni di partito), sospensione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio, incandidabilità dei parlamentari con sentenza passata in giudicato (condanna definitiva), RESTITUZIONE DEL VOTO DI PREFERENZA, investimenti nelle fonti di energia rinnovabili, RIMPATRIO IMMEDIATO DEGLI IMMIGRATI CLANDESTINI E OBBLIGO DI SCONTARE LA PENA NEL PROPRIO PAESE QUALORA FOSSERO COLPEVOLI DI REATO. Credo che se l’elezioni andranno bene alcune di queste idee ci dovranno passare alle Camere. L’unico partito che si è offerto di candidare Beppe Lumia e Nando dalla Chiesa è stato IDV (Lumia è riuscito ad entrare nel PD e dalla Chiesa non ha trovato l’accordo ed è rimasto fuori dalle elezioni).
Inoltre IDV ha presentato una lista di candidati di tutto rispetto, tra i più notori si leggono:

-Beppe Giulietti: presidente della fondazione per la libertà d’informazione Articolo21.
-Pancho Pardi: professore di urbanistica a Firenze, girotondino d’assalto.
-Leoluca Orlando: professore di diritto pubblico a Palermo, con grande esperienza nel campo dell’antimafia, ha scritto anche molti libri sul tema.
-Jean Léonard Touadi: professore universitario a Roma (Gregoriana) e a Milano (Tor Vergata), giornalista, autore televisivo, già assessore alle politiche giovanili e alla sicurezza nel comune di Roma.
-Elio Lannutti: presidente dell’associazione consumatori Adusbef.
-La baronessa Teresa Cordopatri: anche lei impegnata nella lotta contro la ‘ndrangheta, si salvò da un’esecuzione dove il fratello rimase ucciso, perché si erano rifiutati di pagare il pizzo.
-Silvana Mura: imprenditrice nel settore moda e tesoriere del partito.


Candidature d’eccellenza in risposta a liste intrise di condannati o prescritti degli altri partiti più grandi
. Anche per questo è giusto dare la mia fiducia a IDV. Nessun altra lista merita di più il mio voto. Sono sicuro che se l'Italia dei Valori otterrà a queste elezioni maggior peso politico degli anni passati, una speranza di svolta potrebbe esserci, tutto dipende dal risultato elettorale.



Guarda la dichiarazione di voto di Marco Travaglio.

Guarda l'elenco dei condannati della coalizione PD+IDV
Guarda l'elenco dei condannati della coalizione PDL+Lega Nord+Mpa


Vday


Ragioni percui voto - Quello che Grillo non dice



















Il voto, ce lo insegnano sin da piccoli, è sia un diritto che un dovere. E’ il mezzo attraverso il quale il popolo (si presume sovrano) esercita il suo potere, eleggendo una rappresentanza politica. Votare serve ad eleggere chi ci rappresenta e chi, si ritiene possa contribuire a migliorare il progresso del Paese e il benessere dei cittadini.
Votare significa assumersi una responsabilità, significa partecipare, chi si astiene dal voto è fuori dai giochi e "chi sta fuori, certamente non potrà stare dentro".
Beppe Grillo scrive sul suo blog "il non voto è un voto. Il non voto è il voto del cittadino informato".
Il non voto non è un voto, non è nemmeno un atto di protesta, perché nessuno ascolta chi non si fa sentire. E’ una protesta inutile,e Beppe lo sa, perché comunque milioni di italiani andranno a votare, ed è consapevole che la maggior parte dei suoi grillini se votasse, voterebbe centrosinistra, probabilmente IDV. Se le persone che lo seguono non vanno a votare, viene tolta una fetta enorme di elettorato al centrosinistra, e Beppe farà un grosso regalo al centrodestra berlusconiano. E’ una manovra controproducente qualunque siano le motivazioni. Non ce lo possiamo permettere assolutamente.
Anche annullare le schede o lasciarle bianche è una stupidaggine, infatti questa legge elettorale concede un voto pari al numero di schede di questo tipo, al partito che ha raggiunto più voti. Questo partito potrebbe essere il PD oppure il PDL (sono i più accreditati ad usufruire di questo premio). Vogliamo giocarcela per vedere quale partito conterà più voti e si aggiudicherà il premio “schede annullate dai grillini”? Io sinceramente non rischierei. Inoltre una cosa che mi fa incazzare di Beppe Grillo è il qualunquismo con cui affronta una questione di enorme importanza. Nella rete si può trovare un procedimento, dove viene descritto il metodo per annullare il voto, senza concedere a qualche partito il premio delle schede bianche o annullate. Non so quanto sia attendibile, di questo dovrebbe discuterne uno come Grillo che possiede il blog più visitato in Italia, non io che faccio 20 entrate al giorno.
Perché si limita a scrivere idiozie impregnate di superficialità, come la dichiarazione scritta sopra, e non discute questo argomento?
Il procedimento è il seguente: si va nel seggio, si presentano la tessera elettorale e i propri documenti, si fa vidimare la scheda elettorale, poi si dichiara il rifiuto della scheda per protesta e si richiede di verbalizzare questo atto. Nel caso in cui gli scrutatori impedissero questa manovra ci si può appellare al D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art.104 - Par. 5 5. Questa legge è valida, ma solo se il procedimento appena descritto rientra nelle operazioni elettorali previste dalla legge (e questo non lo so), in tal caso chiunque appartiene all’ufficio elettorale e si oppone all’esecuzione di un’operazione riconosciuta dalla legge, rischia il carcere da 3 a 7 anni più una multa salata.
Io NON condivido alcun metodo di boicottaggio o astensionismo appena descritto, perché ritengo che nel contesto italiano, la coerenza deve prevalere sull’ideologismo. In Italia assistiamo ogni giorno ad un fenomeno, un'anomalia che non è presente in nessun'altra democrazia occidentale, si chiama Berlusconismo. Un monopolista mediatico, con le mani in pasta ad ogni affare importante, un conflitto d'interessi smisurato, precedenti giudiziari in quantità da guinness, che è a capo di un "partito azienda" formato da amici in affari, ex dirigenti delle sue imprese, parenti dei dipendenti (Diana de Feo moglie di Emilio Fede in primis), e dai suoi avvocati (Pecorella, Ghedini, Previti ecc) nella storia si è verificato solo nel nostro Paese, ed è tutt'ora presente. Anzi questo "fenomeno" rischiamo di trovarcelo a capo del governo per la terza volta in meno di 15 anni. Bisogna combatterlo e impedire che avvenga. E non si combatte con delle "manifestazioni elettorali" improvvisate, si combatte votando contro questo SCHIFO che rischia di salire ancora al potere.
La vera protesta potremmo farla sotto Montecitorio, il 29 di aprile, quando saranno convocate le nuove Camere, tutti insieme per chiedere un’immediata riforma elettorale. Ma intanto andiamo a votare con questa legge, anche se fa schifo, anche se è incostituzionale. Perché non farlo NON è una protesta, e NON ti distingue come “cittadino informato”. E’ solo inutile.
Beppe Grillo VAFFANCULO anche a te!!!
Il 25 aprile non lo so se vengo a Torino, ho paura di avere dei rimorsi se cominci a sparare idiozie sul “non voto”.

ps: a questo intervento seguirà "Ragioni percui voto IDV- Quello che non si dice mai abbastanza" una specie di dichiarazione di voto, che ci terrei molto a pubblicare, per una serie di motivazioni legate all'autoconvinzione.


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Vday


martedì 8 aprile 2008

QUATTROGATTI LSE



Grazie all’amico Forno sono in possesso di un documento molto interessante. Il documento scritto con Power Point è stato preparato da un gruppo di master in economia che si fanno chiamare “quattrogattiLSE”, e hanno voluto informare il popolo italiano sulla campagna economica dell’ultimo governo Prodi. Questa presentazione in Power Point naviga nella rete, ma ho scoperto oggi, che esiste anche un video. Io ho guardato sia la parte scritta su slide che il video, ho cercato di capire, e sono giunto alla conclusione che è attendibile (almeno per me che sono un pagano dell’economia).
Il documento testimonia che durante il governo di centrodestra, il signor Tremonti ha curato davvero poco la rogna del debito pubblico, infatti il parametro fondamentale per estinguere il debito, il cosiddetto “Avanzo Primario” si è ridotto a livelli bassissimi decrescendo per tutto il decorso della legislatura. L’avanzo Primario decresce perché sono state fatte delle spese, queste spese sono curate dal Governo, evidentemente questi investimenti sono stati mal gestiti. Infatti non mi stupisce che il Paese si sia trovato alle soglie del 2006 con più di 1500 miliardi di euro di debito.
Cosa mi serve pagare meno tasse se poi mio figlio dovrà pagarne di più per risanare il debito e i tassi di interesse crescenti? Le tasse si pagano per migliorare la vita futura e il benessere comune, non serve a niente farne pagare di meno per fare i belli in televisione, perché l’interesse aumenta con l’aumentare del debito. Se oggi ho 1600 di debito e 70 di interesse, domani avrò 1670 di debito e 80 di interesse, è ciclico, ogni anno aumenta. Il debito pubblico deve essere risanato il prima possibile, senza pregiudicare la dignità della vita degli italiani. E’ questi qua vogliono investire nelle “Grandi Opere” e spendere 4 MILIARDI per il Ponte sullo Stretto.
Tremonti VAFFANCULO a te, al tuo padrone ed a tutto il partito azienda!!!

Il documento in Power Point potete trovarlo qui http://quattrogattilse.googlepages.com/


Ringraziamenti
quattrogattiLSE
Forno

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Vday


venerdì 4 aprile 2008

Berlusconi




















Berlusconi:

"Votare Pd vuol dire una serie di cose negative come avere Antonio Di Pietro ministro della Giustizia". Silvio Berlusconi, arrivando a un incontro organizzato dalla Confapi, punta il dito contro l'ex pm e leader dell'Italia dei valori che, avverte, in caso di vittoria del Pd sarebbe il nuovo guardasigilli. Poi il Cavaliere elenca un'altra serie di effetti negativi: "Votare Pd vuol dire continuare col sistema delle intercettazioni, che viola la nostra privacy; vuol dire che non si abbatteranno i costi della politica, poiché sappiamo come Veltroni e Di Pietro si sono già comportati; e vuol dire che non costruiranno il ponte sullo Stretto"
Venerdì 4 aprile 2008 ore 11.52

Tra le migliaia di cose negative che esistono al mondo, quale sarebbe secondo voi la più aberrante e terribile che possa sconvolgere il nostro Paese??
Il candidato primo ministro Berlusconi, potendo scegliere da una vasta gamma, ha utilizzato come esempio nefasto la possibilità di avere Antonio di Pietro come ministro della Giustizia.
All’italiano medio potrebbe sorgere un dubbio. Ma abbiamo avuto Mastella guardasigilli per 245 giorni.. Cosa può esserci di peggio??
In effetti le parole del parlamentare più ricco d’Italia devono essere sempre collocate nel giusto contesto. Ovvero dove ciò che è giusto, è giusto per lui, o per chi lo ha servito bene.
Infatti un ministro della Giustizia “alla Berlusca” dovrebbe essere un personaggio bonario, senza grilli perla testa, aperto al dialogo e sopratutto al compromesso. Dovrebbe proporre un altro indulto e magari mantenere vive le leggi “ad personam” faticosamente ottenute in 5 anni di duro lavoro al governo. Sarebbe davvero un ministro coi fiocchi se riuscisse a limare ancora un po’ i termini di prescrizione per qualche reato di cui sono imputati amici e colleghi.
Ma Antonio di Pietro non sarebbe mai un ministro “alla Berlusca”, per il semplice fatto che è stato un magistrato, che ha aperto e diretto l’inchiesta “Mani Pulite”, che ha mandato in carcere molti politici corrotti, e ha già intenzione di eliminare le leggi vergognose sul falso in bilancio. Inoltre sarebbe davvero molto rischioso se riuscisse anche ad accelerare i tempi della giustizia, perché l’amico Marcello ed altri hanno ancora qualche sentenza pendente. Vero Silvio?!
Ma lasciamo stare di Pietro, tanto non lo vogliono guardasigilli nemmeno quelli del PD, di certo non dovrà preoccuparsene.
Parliamo di intercettazioni. Il sistema delle intercettazioni “viola la nostra privacy”. Scusa ma la privacy di chi? Evidentemente il nano 71enne intendeva dire la sua privacy e quella degli imprenditori bancarottieri, o dei politici furbetti, oppure dei mafiosi, non di certo la mia perché non ho niente da nascondere. E poi la privacy viene violata se le intercettazioni finiscono sui giornali, non perché è stata fatta l’intercettazione, sarebbe come dire che la malattia c’è perché sono state fatte le analisi. Per quanto riguarda le intercettazioni “politiche”, io mi ritengo a favore della pubblicazione, perché oltre a dare il mio voto, vorrei poter dare anche il mio giudizio su alcune vicende oscure che coinvolgono i nostri rappresentanti. Inoltre vorrei ricordare che l’intercettazione è ancora un mezzo di grande importanza nelle indagini e fino ad oggi ha contribuito fortemente nelle inchieste sugli scandali più vergognosi della storia della Repubblica. Alcuni esempi sono il crack Parmalat&Cirio, Tangentopoli, lo scandalo Antonveneta-Unipol-BNL, il caso delle tangenti alle Guardie di Finanza (tra gli indagati stranamente l’amica FININVEST), Moggiopoli, Vallettopoli ecc.
Forse Silvio è rimasto indispettito da alcuni episodi che durante la sua carriera l’hanno visto protagonista delle intercettazioni (intercett1, intercett2, intercett3), però non sei più un bambino, non puoi avere sempre tutto quello che vuoi, a 71 anni devi importi dei limiti. Io comincerei andando in pensione in una località esotica con i miei soldi, i miei figli miliardari, le mie accompagnatrici compiacenti e le mie varie prescrizioni e amnistie che, non si direbbe, ma tengono davvero tanta compagnia. Cambiamo argomento. Parliamo del Ponte, quello con la maiuscola s’intende. Il ponte sullo Stretto di Messina è una delle “grandi opere” promesse dal Berlusconi nazionale. Io non sono d’accordo sulla costruzione per alcuni motivi che ci tengo ad elencare. Il primo è un motivo naturale, non sono esperto ma direi geologico, infatti l’isola siciliana si sposta verso nord ogni anno di una quantità dell’ordine degli 0,5 – 1 cm, e il progetto che ora è in appalto non tiene conto di queste variazioni. Perciò si andrebbe a costruire un ponte destinato ad una drammatica fine. Altro motivo molto naturale, per noi italiani, sono i soldi. Infatti la cordata di imprese che si è aggiudicata l’appalto per la costruzione del ponte (Impregilo) chiede quasi 4 miliardi di euro. In un Paese come il nostro, dove il debito pubblico è diventato 1.629,7 miliardi di euro con 70 miliardi di euro di interessi annui, io penserei a ridurre questo abisso di debiti prima di lanciarmi a costruire opere faraoniche inutili. Inoltre il progetto del Ponte è già oggetto di due inchieste della magistratura: una riguarda l'impatto ambientale sul territorio, materia sulla quale l’Unione Europea si è già espressa avviando una procedura di infrazione nel 2005 (perciò contro il governo berlusconiano), per non avere fornito adeguate informazioni dato che lo studio presentato dal Governo «non è stato fatto correttamente».
L'altra inchiesta si occupa dell'intercettazione telefonica tra l'economista Carlo Pelanda e Paolo Savona, all'epoca presidente di Impregilo, in cui si annunciava la vittoria proprio dell'Impregilo, cosa che è avvenuta e che un bookmaker siciliano, esperto in scommesse sulle gare d'appalto, dava per favorita già da tempo. Il bel ponte sullo Stretto è perciò di breve durata, dispendioso, soggetto ad indagini e anche poco utile economicamente. Infatti lo scambio di merci tra Sicilia e penisola sarebbe comunque pregiudicato dalla limitata transitabilità della Salerno-Reggio Calabria, l’autostrada alla quale dovrebbe allacciarsi. Parte di essa è sotto sequestro per indagini e il completamento è previsto entro il 2010, salvo imprevisti.
Insomma oggi il leader del PDL con una sola dichiarazione mi ha dato modo di dare sfogo alla repressione che mi tormentava da un po’ di tempo. Grazie Silvio.
A breve vorrei pubblicare l’elenco dei pregiudicati e prescritti che Berlusconi ha candidato nelle sue liste per le prossime elezioni, nel frattempo ricordiamo i suoi precedenti giudiziari, perché è sempre bello farlo. Prima di incominciare con il variegato elenco vorrei ricordare che la prescrizione, per reati di tipo penale, riconosce la colpevolezza ma non interviene attuando la pena perché è passato troppo tempo da quanto è stato commesso il reato (insomma una cagata). La prescrizione NON è affatto uguale all'assoluzione. Spesso in questi sbagli cadono anche le grandi testate giornalistiche e i telegiornali nazionali, non lasciatevi ingannare.


Berlusconi Silvio è stato prescritto per

Lodo Mondatori, corruzione giudiziaria (con attenuanti generiche, cioè giustificata dal giudice perché non indicata esplicitamente dalla legge)
All Iberian, 1,23miliardi di Lire a Bettino Craxi (nuova legge intervenuta)
caso Lentini, falso in bilancio (nuova legge intervenuta)
Sme-Ariosto2, falso in bilancio (nuova legge sul falso in bilancio intervenuta)
Bilanci Fininvest, falso in bilancio e appropriazione indebita (nuova legge sul falso in bilancio intervenuta)
Consolidato Fininvest, falso in bilancio (nuova legge sul falso in bilancio intervenuta)

Reati estinti per intervenuta amnistia

Falsa testimonianza P2
Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio

Vday

venerdì 5 ottobre 2007

Le Sfiduciarie Politiche












«Non ho mai chiesto censure - aggiunge Mastella -, vengo dalla scuola cattolica per cui il dubbio è permanente. Dico ai consiglieri, e non è una minaccia ma una valutazione, che gli italiani avranno anche le scatole piene se ogni sera si parla di me piuttosto che dei problemi reali. O il Consiglio di amministrazione della Rai dà una regola di comportamento, o attiveremo strumenti parlamentari sfiduciando questo Cda, non abbiamo alternative»
Corriere della Sera 05/10/2007
Ho riportato qui sopra il commento che il ministro della Giustizia Mastella ha esposto dopo la trasmissione Annozero di ieri sera, il cui tema centrale era il caso De Magistris. Il leader UDEUR prende in mano le redini del Paese, si fa interprete unico degli apprezzamenti italiani ("gli italiani avranno anche le scatole piene se ogni sera si parla di me") e impone il suo lato squadrista minacciando di attivarsi contro il CdA della RAI. Ecco che riappare la Casta, l'élite degli intoccabili, degli incriticabili, dei privilegiati che senza alcuna coscienza sono pronti ad attaccare ogni voce che gioca a loro sfavore. Mastella dall'alto dei suoi 534.088 voti di preferenza, sente il dovere di tutelare gli italiani (che nel dicembre 2006 erano 59.131.287)da un'informazione noiosa ed eccessivamente forcaiola. Allora se Mastella vuole sfiduciare il CdA della RAI io in qualità di cittadino italiano voglio avere la possibilità di sfiduciare Mastella. Non voglio apparire come paladino della RAI, poichè da anni continua a sciorinare programmi che non hanno alcun gradimento a livello macroscopico, ma l'idea del guardasigilli mi fa balzare alla mente una proposta tanto divertente quanto impraticabile. Ma perchè i politici possono vantare solo l'elezione e mai la sfiducia? Perchè il popolo italiano non ha alcun mezzo decisionale per allontanare i politici che ritiene meno meritevoli? Se esistono le Elezioni Politiche io voglio anche le Sfiduciarie Politiche. L'intero elettorato italiano è chiamato a scegliere 100 personaggi politici da allontanare dalle istituzioni. Ad ogni cittadino saranno recapitati nomi e cognomi di parlamentari, senatori e ministri, sulla "scheda della sfiducia" il cittadino dovrà scrivere nome e cognome dello sfiduciato. Al termine delle Sfiduciarie la "top hundred" dovrà tenersi alla larga dalla politica per almeno una legislatura. E qui sì che la demagogia regna sovrana!!!
Sono sicuro che il povero ministro Mastella rientrerebbe facilmente addirittura nella "top ten" delle Sfiduciarie Politiche. Se mai questa nuova forma di potere al cittadino acquisirà concretezza, auguro sinceramente al ministro Mastella i migliori auspici, oltre che la promessa di un voto di sfiducia.


giovedì 4 ottobre 2007

La Legge Gozzini















Il brigatista Cristoforo Piancone è stato arrestato due giorni fa dopo una rapina al Monte dei Paschi di Siena in una filiale dell'omonima città. Piancone ha tentato di sottrarsi all'arresto facendo uso di una pistola contro un poliziotto, ma fortunatamente l'arma si è inceppata, evitando di aggiungere al palmares del pluriomicida l'ennesima vittima. Il terrorista era stato arrestato nel 1978 e condannato a 6 ergastoli, non si è mai pentito ne dissociato ufficialmente dall'organizzazione, eppure gli è stato dato il riconoscimento dello stato di semilibertà. La domanda è lecita, come può il Piancone usufruire di un simile privilegio? Perchè gli viene permesso di esercitare lo stato di semilibertà? Quale razza di magistrato può riconoscergli tale diritto?
Come spesso accade (ma non sempre) ci si lascia trascinare dall'idea che un magistrato possa interpretare il significato delle leggi a suo giudizio, mentre invece esistono leggi chiare, che lasciano poco spazio all'immaginazione. Nel caso Piancone i magistrati che gli hanno conferito il beneficio della semilibertà hanno applicato la Legge Gozzini (n.663/86), come era loro dovere fare. La Gozzini nasce nel 1986 e prende il nome da uno dei suoi maggiori promotori, Mario Gozzini al tempo senatore della Repubblica per la Sinistra Indipendente. Questa legge è stata costruita per modificare e integrare una legge più vecchia, il Trattamento Penitenziario del 1975 (n.354/75). Tra i 32 articoli che la costituiscono, l'articolo che tratta l'ammissione alla semilibertà è l'art.14 che sostituisce l'art.50 della legge passata. Il comma 5 di questo articolo si esprime come segue: "Il condannato all'ergastolo può essere ammesso al regime di semilibertà dopo avere espiato almeno venti anni di pena". Piancone aveva scontato 25 anni al momento della concessione.
Sempre nell'art.14, al comma 2 si definiscono gli estremi percui un condannato può beneficiare della semilibertà, in pratica deve o aver scontato almeno la metà della pena (ma il Piancone aveva 6 ergastoli sulle spalle) oppure rientrare nei criteri elencati al comma 4. Più precisamente il comma 2 si attiva dal momento in cui non ci sono le possibilità di affidare il condannato ai servizi sociali, l'art.47 del Trattamento Penitenziario stabilisce questi criteri, perciò se l'internato non può usufruire dei servizi sociali per allontanarsi dal carcere, può tentare di ottenere la semilibertà. Infatti il comma 2 ammette la concessione nel caso in cui da un'attenta osservazione della personalità del soggetto (procedura dell'art.47) si ottengono i risultati per soddisfare il comma 4. Il comma 4 dell'art.14 si esprime come segue: "
L'ammissione al regime di semilibertà è disposta in relazione ai progressi compiuti nel corso del trattamento, quando vi sono le condizioni per un graduale reinserimento del soggetto nella società". Cristoforo Piancone è sempre stato riconosciuto un carcerato modello rispetto a vari requisiti di ordine, pulizia, rispetto ecc.
In queste condizioni è difficile per un magistrato negare la semilibertà poichè la legge stabilisce chiaramente le opzioni che giocano a favore del condannato.
Ritengo giusto trarre da questa vicenda le motivazioni necessarie a eliminare queste "leggi premio", nelle quali spesso il magistrato si trova a inciampare, restando poi esposto alla severa opinione pubblica.
E' necessario avere un'idea precisa della dimensione della pena, quella è stata data dalla sentenza e quella deve essere scontata, questo gioco del dentro/fuori non offre un'adeguata rieducazione del condannato ne un'adeguata sicurezza alla società. E' bene far notare che queste leggi dello sconto sono state attuate per la necessità di non sovraffollare le carceri, pretesto utilizzato anche recetemente per giustificare l'indulto. Sarebbe perciò opportuno che il governo intervenisse sulla Gozzini, per minimizzare gli sconti della pena, e che si impegnasse nella costruzione di nuove carceri, prima di un nuovo vergognoso indulto e per evitare il ripetersi di altre incresciosce situazioni come il caso Piancone.

domenica 9 settembre 2007

Il V-DAY



















Ieri centinaia di migliaia di persone hanno partecipato al VDAY in 225 città italiane. Una giornata d’informazione, di quella vera, dove si può parlare di chi sono veramente i nostri rappresentanti politici. Dove si può mandare a “fanculo” la politica corrotta, la mafia, le evasioni fiscali, le speculazioni edilizie, le farse economiche, quelle giornalistiche, l’ipocrita gestione del lavoro, della comunicazione, dell’ambiente e della NOSTRA salute.
In un Paese dove poche cose funzionano finalmente gli italiani si sono riuniti per dire basta a questi problemi che derivano essenzialmente dalla triade inscindibile POLITICA-MAFIA-SPA.
Si sono raccolte firme per portare in parlamento una proposta di legge POPOLARE, cioè che viene direttamente dal popolo. Questa legge "Parlamento Pulito" comprende tre semplici punti:

  1. Fuori dal Parlamento chi è stato condannato dalla Giustizia italiana e continua a ricevere stipendi esagerati e percepirà tra poco anche la pensione parlamentare. La legge tiene conto anche dei prescritti, perché chi è prescritto è stato riconosciuto COLPEVOLE ma non condannabile perché è passato troppo tempo dall’atto di colpevolezza. Sono 24 i parlamentari giudicati in via DEFINITIVA. Tra i prescritti più notori Andreotti (senatore a vita), Massimo D’Alema, Silvio Berlusconi e Lorenzo Cesa.
  2. Fuori dal Parlamento tutti coloro che da più di 20 anni occupano la carica di deputato a Montecitorio. E qui di nomi se ne dovrebbero fare troppi ma sarà sicuramente stilato un elenco.
  3. Riconsegnare in mano al cittadino, unico detentore del potere, l’elezione diretta. E cioè deve essere il cittadino a poter votare il suo rappresentante al Parlamento e non un leader di partito.

Erano necessarie 50.000 firme autenticate per poter portare l’iniziativa in Parlamento ed essere discussa. Ancora prima di mezzogiorno era stata ampiamente soddisfatta questa quota e alle sette di sera Beppe Grillo ha annunciato dal palco di Bologna che si erano ottenute 300.000 firme.I risultati finali sono ancora da accertare. Ma cifre di questo genere, se si considera che sono state raggiunte in meno di 24 ore, fanno capire come l’Italia che ci circonda sia una nazione stanca e rammaricata. Fanno capire che anche senza l’appoggio dei grandi media, sostenendosi da sola, ha raggiunto livelli di protesta incredibili e per nulla ignorabili.
Io ero a Bologna ieri, per quasi 4 ore di fronte al palco dove si teneva la manifestazione. Un’emozione unica e indescrivibile mi ha accompagnato per tutte quelle ore mentre ascoltavo i vari testimoni della giornata. Un brivido mi percorreva ogni volta che sul maxischermo veniva visualizzata Piazza Maggiore completamente piena di gente. Mi ha fatto commuovere vedere tanto impegno sociale e tanta condivisione ideologica. Sono state stimate 200.000 persone presenti nella piazza e dintorni. Perché migliorare il Paese è motivo di grande interesse per chiunque e la prova di questo saranno le nostre firme.
Il VDAY non è finito ieri. Sappiamo essere coerenti, e sappiamo che questa politica troverà il modo di sviare anche questo ostacolo, ma il VDAY deve essere portato avanti ogni giorno da tutti noi. Contro ciò che non ci sta bene, contro chi si vuole chiamare GOVERNANTE mentre invece è un RAPPRESENTANTE, contro chi non tutela la collettività.
Una lotta razionale e testarda. Il VDAY non è stato ieri ma sarà questo.

Ecco come dovrebbe cambiare la camera del Senato e quella del Parlamento se venisse attuata la legge popolare.