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mercoledì 7 maggio 2008

Parlamento Pulito 2008









Beppe Grillo ha pubblicato il nuovo elenco dei parlamentari condannati in via definitiva. Dal confronto fra il parlamento della XV Legislatura (25 condannati) e quello presente(17 condannati), risulta una differenza di 8 condannati in meno. La notizia migliore è che molti condannati della scorsa legislatura non sono stati rieletti o ricandidati (13 in totale). Il problema è che, a queste carenze di personale, sono intervenute delle "new entry" (5 in totale). Perciò 25-13+5=17 parlamentari condannati in via definitiva.

Elenco dei 13 condannati definitivi NON rieletti o ricandidati:


Biondi Alfredo (senatore CdL)
: evasione fiscale, 2 mesi patteggiati.
Paolo Cirino Pomicino (deputato CdL): finanziamento illecito tangente Enimont, 1 anno e 8 mesi; corruzione fondi neri ENI, 2 mesi patteggiati.
Sergio d'Elia (deputato UNIONE): banda armata e concorso in omicidio, 25 anni.
Antonio del Pennino (senatore CdL): finanziamento illecito.
Gianni de Michelis (eurodeputato UNIONE): finanziamento illecito Enimont, 6 mesi patteggiati; corruzione, 1 anno e 6 mesi.
Daniele Farina (deputato UNIONE): Condannato per fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a
pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell’autorità.
Lino Jannuzzi (senatore CdL): diverse condanne per diffamazione aggravata, in totale 2 anni e 4 mesi.
Giovanni Mauro (senatore CdL): diffamazione aggravata.
Aldo Patriciello (eurodeputato CdL): finanaziamento illecito.
Cesare Previti (deputato CdL): corruzione giudiziaria, 6 anni.
Egidio Sterpa (senatore CdL): tangente Enimont, 6 mesi.
Vincenzo Visco (deputato UNIONE): abusivismo edilizio.
Elio Vito (deputato CdL): corruzione, 2 anni.

Dopo il V-DAY dell'8 settembre 2007 la questione "condannati in parlamento" è stata enormemente sensibilizzata. I partiti algli inizi della campagna elettorale hanno promesso liste pulite. In realtà i leader di partito hanno rinunciato ad alcune candidature non indispensabili. Tutti i partiti (tranne la Lega Nord e Mpa)hanno permesso l'elezione di alcuni nuovi condannati definitivi. I responsabili sono i capi partito: Silvio Berlusconi (3), Pierferdinando Casini (1), Walter Veltroni (1). Senza questi 5 nomi avremmo dimezzato il numero dei condannati definitivi.

Elenco delle 5 new entry:

Giuseppe Ciarrapico (Senatore PDL)
: può vantare condanne come sfruttamento del lavoro minorile, 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, 3 anni per ricettazione fallimentare, 1 anno e 8 mesi per truffa pluriaggravata, e una condanna con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa. In tutto 5 condanne definitive.
Renato Farina (Deputato PDL): 6 mesi (patteggiati) per favoreggiamento nel caso Sismi-CIA.
Antonio Papania (Deputato PD): condannato a 2 anni 20 mesi e 20 giorni (patteggiati) per abuso d’ufficio.
Giuseppe Naro (Deputato UDC): 6 mesi per abuso d'ufficio.
Salvatore Sciascia (Deputato PDL): 2 anni e 6 mesi per corruzione nello scandalo delle tangenti alle Guardie di Finanza, ha corrotto ufficiali della Guardia di Finanza.

Analizzando meglio il confronto fra le due liste di condannati, si può fare un ulteriore elenco, l'elenco degli "intoccabili". Ovvero coloro che sono stati tenuti nelle liste (e poi eletti) sia in questa che nella scorsa legislatura. Sono 12 nomi che si sono salvati dalla "sensibilizzazione" ai condannati in parlamento.

Elenco dei 12 intoccabili:

Massimo Maria Berruti(deputato PDL): favoreggiamento nel caso "Guardie di Finanza", 8 mesi.
Vito Bonsignore(europarlamentare PDL): tentata concussione nello scandalo tangenti dell'ospedale di Asti, 2 anni.
Mario Borghezio(europarlamentare LN): condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20
giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa.
Umberto Bossi(deputato LN): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.
Giampiero Carlo Cantoni(senatore PDL): 2 anni (patteggiati) per corruzione e bancarotta fraudolenta.
Enzo Carra(deputato PD): condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni nel caso delle tangenti Enimont.
Marcello de Angelis (deputato PDL): condanna a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva (dirigente di Terza Posizione).
Marcello dell'Utri(senatore PDL): condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia.
Giorgio La Malfa(deputato PDL): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
Roberto Maroni (deputato LN): condannato 4 anni e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale.
Domenico Nania (senatore PDL): arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra.
Antonio Tomassini(senatore PDL): condanna di 3 anni per falso in atto pubblico. Il dott. Tomassini è stato condannato definitivamente per aver soppresso il partogramma di una sua paziente, la quale partorì una neonata destinata a 19 anni di vita vegetativa.


Questi citati sono solo i condannati in via definitiva, ovvero coloro che per legge sono considerati colpevoli, poichè condannati fino all'ultimo grado di giudizio (Cassazione). In realtà sarebbe più giusto considerare anche i prescritti, poichè anche loro colpevoli, ma salvati dai tempi di prescrizione. In Italia grazie alle leggi berlusconiane, e al totale disinteresse all'argomento del governo Prodi, almeno il 95% dei reati viene prescritto. Cioè i criminali non vanno quasi mai in carcere, e questo vale per politici, per cittadini e anche per gli extracomunitari (la legge è uguale per tutti). Inoltre per una questione di etica pubblica, sarebbe molto elegante se si dimettessero anche i parlamentari già condannati negli altri gradi di giudizio (primo, secondo, appello), in attesa di procedere con l'iter giudiziario. Il principio di presunzione d'innocenza (giustificato dalla Costituzione all'art.27) è valido solo per definire univocamente chi è colpevole e chi non lo è. Ma penso che l'elettorato possa permettersi anche una presunzione di colpevolezza. Nel dubbio sarebbe opportuno allontare il presunto innocente/colpevole dalle sedi del potere legislativo, per evitare che possa modificare la legge e salvarsi la faccia, Berlusconi docet. In questo blog ho stilato l'elenco dei "promossi parlamentari", ovvero tutti coloro, che per ragioni legate alla legalità, ritengo debbano dimettersi dalla carica.


ps. Leoluca Orlando non è stato inserito nell'articolo di oggi, nonostante la sua condanna definitiva per diffamazione aggravata. Ho deciso di non inserire Orlando perchè ritengo che il contesto della sua condanna sia unico, e molto diverso dagli altri "colleghi", condannati per diffamazione, che popolano il Parlamento.

giovedì 1 maggio 2008

18 anni in due - Premesse per l'avvenire



Salvatore Cuffaro e Marcello dell’Utri,
il primo recentemente condannato in primo grado a 5 anni per favoreggiamento semplice, il secondo vanta una condanna DEFINITIVA a 2 anni per frode fiscale e false fatture, 2 anni in Appello per tentata estorsione e una terza condanna in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (favoriva la mafia). I due senatori formano la coppia illegale maggiorenne del Parlamento. Studiano come compagni di scuola per la patente e l’esame di maturità (illegali ovviamente). Vedere questi due fuorilegge così affettuosi mette quasi tenerezza, magari si sono scambiati i complimenti per le rispettive condanne, Cuffaro aspira ad ottenere più condanne, e soffre un timore reverenziale verso dell’Utri che può sfoggiare maggiori titoli. Con gente simile che siede a Palazzo Madama, la nuova legislatura non poteva che essere inaugurata da Giulio Andreotti, un PRESCRITTO (non assolto) per associazione mafiosa. Quale battesimo migliore poteva ricevere la XVI Legislatura che accoglie in Parlamento decine di pregiudicati, prescritti e indagati?
Il PDL grazie alla Lega possiede una maggioranza autonoma, Berlusconi ha già indebitato lo Stato di 300milioni di euro chiedendo a Prodi di fare il prestito ponte all’Alitalia, per il prossimo anno sono già prenotati circa 400milioni da pagare per la multa Europa7. Ancora prima di cominciare siamo stati indebitati di 700milioni di euro. D’Alema, prescritto per tangenti, vuole scaricare l’Italia dei Valori per un’alleanza con l’UnioneDeiCarcerati, evidentemente preferisce stare con i suoi simili piuttosto che essere alleato ad un partito di incensurati.
Maroni sarà il nuovo ministro dell’Interno, perché con la sua condanna per resistenza a pubblico ufficiale ha dimostrato di saper domare le forze dell’ordine, infatti tutta la polizia avrà timore di farsi morsicare le caviglie dal neoministro leghista.
Alemanno vince a Roma, promette più molotov per tutti, e i fascisti (forse tutti laziali) esultano nella capitale. Rutelli dice che ha perso sulla sicurezza, mentre invece ha perso perché è ora che si ritiri, ma non è un problema perché tanto c’è il posto di senatore assicurato. Anche la Finocchiaro ha perso in Sicilia, ma non è un problema, nessuno ne parla perché tanto può sedere ancora nel Senato. Veltroni non parla di ricambio nelle schiere del PD, è stato fatto leader con la promessa di ricandidare gli stessi perdenti di sempre, e devo ammettere che riesce a stare al gioco.
Schifani è stato eletto alla presidenza del Senato per meriti professionali dimostrati nella decennale carriera, punto di forza il lodo che porta il suo nome, stranamente considerato anticostituzionale dalla Consulta.
Anche Tremonti è stato riconfermato al Ministero dell’Economia, infatti dopo aver lasciato l’Italia con 1500miliardi di debito pubblico (governo BerluconiII), bisogna lasciargli finire il lavoro e far rientrare il Paese nei canoni del Terzo Mondo.
Gianfranco Fini (forse il migliore dei citati) diventa presidente della Camera, saluta il Papa, e assicura la parità dei diritti tra i deputati, da lui mi aspettavo qualcosa anche sui 98miliardi di euro, ma sarà per un'altra volta magari in un contesto più consono.
Il buon giorno si vede dal mattino, forse non abbiamo iniziato nel migliore dei modi, ma con una carica di ottimismo che avverto ancora molto estranea, spero che si possa rimediare nel corso della legislatura.

PS. Dopo l’indulto, lo scandalo delle 90 testate nucleari, il problema immondizia, il problema Alitalia, e il ripristino dei finanziamenti pubblici ai partiti la XV Legislatura ci ha lasciato una sorpresa. Un modo per farsi ricordare. Il viceministro Visco, ispirato da telefilm americani, ha introdotto sul web il resoconto della denuncia dei redditi degli italiani nel 2005. Chiunque senza alcun modo di essere riconosciuto, può andare a vedere quanto guadagna il vicino di casa, il collega antipatico, Beppe Grillo o Berlusconi. Fortunatamente l’iniziativa è stata bloccata temporaneamente dal Garante della Privacy. Ritengo che questa sia un’azione di grave violazione della privacy, se proprio è necessario applicarla, almeno si dovrebbero prevenire i problemi derivanti da questa pubblicazione, applicando adeguate misure di sicurezza. Per quanto mi riguarda, posso anche accettare che qualcuno voglia farmi i conti in tasca, però vorrei esserne al corrente con la stessa trasparenza con cui vengono consultati i miei dati.

PPS. Buon 1° Maggio a tutti i lavoratori italiani!!!

Guarda l'elenco dei condannati della coalizione PD+IDV
Guarda l'elenco dei condannati della coalizione PDL+Lega Nord+Mpa


martedì 15 aprile 2008

QUANDO UN ELEZIONE SI TRASFORMA IN TRAGEDIA - I PROMOSSI












Gli italiani hanno scelto Berlusconi per governare il Paese, per la terza volta il Cavaliere sale in cattedra, legittimando la sua vittoria con milioni di voto di distacco. E’ l’Italia di Berlusconi ma è anche l’Italia della Lega Nord, complice del dominio berlusconiano in gran parte delle regioni del nord. Il Partito Democratico si dimostra incapace di competere con il PDL, tutta la sinistra rappresentata da Sinistra Arcobaleno, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica, Partito Socialista viene spazzata via. Gli italiani hanno scelto chi ha adottato una linea dura sputando bugie ogni giorno, diffamando senza ritegno, proclamando eroe un pluriomicida come Mangano, minacciando la guerra civile, per non parlare delle intercettazioni di dell’Utri per modificare 50mila schede in favore del PDL. Il Partito Democratico ha la grande colpa di non aver voluto demolire la squadra berlusconiana, in realtà nessuno l’ha fatto, ma bastava dire agli italiani la verità. Bastava parlare delle prescrizioni del Cavaliere, della sua iscrizione alla loggia P2, delle sue leggi su misura, dei condannati e prescritti che ha candidato (e che andranno quasi tutti al Parlamento), di chi era veramente Mangano, dei rapporti con Craxi, dell’editto bulgaro, delle menzogne in 14 anni di politica, del conflitto di interesse enorme, della scarsa credibilità che riscuote all’estero.
Gli italiani NON sono colpevoli ma sono inconsapevoli. Non esiste in Italia nessuno che possa istruire il cittadino medio sulla dimensione enorme della gravità di questi fatti. Il monopolismo televisivo e la complicità delle testate giornalistiche sono tutte a favore di questo Berlusconi, che in un altro Paese sarebbe smentito ad ogni intervista, o più probabilmente in galera da tempo. La vera grande sconfitta di queste elezioni è la libertà d’informazione italiana, ne esce vittoriosa l’omertà elettorale, nemmeno i nemici politici di Berlusconi si azzardano a dire la verità sul suo conto, a screditarlo c’è solo Antonio di Pietro (in queste elezioni ha raddoppiato l'elettorato), che dal suo blog mostra la tessera da piduista del “paladino delle libertà”.
Uniche note positive di queste elezioni sono, la larga maggioranza che mette sulle spalle del governo gran parte della responsabilità, l’eliminazioni di piccoli partiti che permette una maggiore stabilità tra le coalizioni, e la nascita di una terza forza all’interno del Parlamento che può rappresentare un’alternativa alle grandi coalizioni, anche se l’UDC al momento non mi ispira grandi garanzie. Nell’Emilia-Romagna, la mia regione, la coalizione PD+IDV si è imposta al Senato (49,9%) e alla Camera (49,4%), la coalizione PDL+LN ha ottenuto 36,5% al Senato e 36,3% alla Camera. Nella mia provincia, Forlì-Cesena, i risultati sono stati circa gli stessi, al Senato 49,1% per PD+IDV e 36,9% per PDL+LN, alla Camera 49,5% PD+IDV e 36,5% PDL+LN. Diciamo che vivo in un’isola felice, ma purtroppo c’è poco da rallegrarsi.
Ad oggi è concessa solo la preoccupazione. Quello che verrà domani verrà affrontato con la lucidità che tento di dare ad ogni cosa che scrivo, senza paraocchi o compromessi.
Riporto una lista con i condannati e prescritti di entrambe le coalizioni, a differenza delle liste precedenti (candidati), queste persone andranno in Parlamento a legiferare.

Coalizione vincente PDL+LN+Mpa (16 deputati+12senatori=28)
Gianni Alemanno(exAN):
nel 1982 sconta 8 mesi di carcere per aver lanciato una bomba molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica. Dopo aver scontato la pena richiede e ottiene la “riabilitazione penale” e per questo motivo la fedina penale risulta pulita. Deputato.
Silvio Berlusconi: Prescritto 4 volte dal reato di falso in bilancio, prescritto inoltre dal reato di corruzione giudiziaria, appropriazione indebita, tangenti (1,23 miliardi a Bettino Craxi). Deputato.
Massimo Maria Berruti: condannato a 8 mesi di carcere per favoreggiamento nel caso delle tangenti alle Guardie di Finanza. Prescritto dal reato di falso in bilancio (caso Lentini). Deputato.
Matteo Bragantini(LN): condannato a 2 mesi per propaganda razzista. Deputato.
Aldo Brancher: prescritto per finanziamento illecito ai partiti. Deputato.
Matteo Brigandì(LN): arrestato e condannato a 2 anni di reclusione per truffa aggravata ai danni della Regione Piemonte. Camera dei deputati Marche numero 3 lista Lega Nord. Deputato.
Umberto Bossi(LN): condannato a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, condannato ad 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera italiana. Prescritto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale. Deputato.
Roberto Calderoli(LN): prescritto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale. Senatore.
Giulio Camber: condannato a 8 mesi per millantato credito ricevette 100 milioni di lire da una banca per assicurarle appoggio politico e salvarla dalla bancarotta. Senatore.
Giampiero Carlo Cantoni: 2 anni (patteggiati) per corruzione e bancarotta fraudolenta. Senatore.
Davide Carlo Caparini(LN): prescritto per resistenza a pubblico ufficiale per i fatti di via Bellerio. Deputato.
Giampiero Catone: arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata. Deputato.
Giuseppe Ciarrapico: può vantare condanne come sfruttamento del lavoro minorile, 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, 3 anni per ricettazione fallimentare, 1 anno e 8 mesi per truffa pluriaggravata, e una condanna con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa. In tutto 5 condanne definitive. Senatore.
Marcello de Angelis(exAN): condanna a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva (dirigente di Terza Posizione). Deputato.
Marcello dell’Utri: 2 anni per tentata estorsione, 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, 2 anni per frode fiscale. Senatore
Renato Farina: 6 mesi (patteggiati) per favoreggiamento nel caso Sismi-CIA. Deputato.
Vincenzo Fasano(exAN): condannato a 2 anni per concussionere per l'indagine sulle aree Asi di Battipaglia (Salerno). Pena indultata. Senatore.
Giuseppe Firrarello: recentemente condannato a 2 anni e 6 mesi di carcere per turbativa d’asta. Senatore.
Gaspare Giudice: prescritto per bancarotta semplice. Deputato.
Maurizio Iapicca: arrestato nel 1995 e processato per false fatturazioni, falso in bilancio, abuso d'ufficio, ottiene la prescrizione. Deputato.
Giorgio La Malfa: condanna a 6 mesi per finanziamento illecito. Deputato.
Giancarlo Lehner: condannato per diffamazione aggravata. Deputato.
Roberto Maroni(LN): condannato 4 anni e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Deputato.
Domenico Nania(exAN): condanna per lesioni volontarie personali durante una manifestazione studentesca. Senatore.
Antonio Paravia: prescritto per un caso di tangenti alla sanità pubblica. Senatore.
Salvatore Sciascia: 2 anni per corruzione nello scandalo delle tangenti alle Guardie di Finanza. Senatore.
Antonio Tomassini: condanna di 3 anni per falso in atto pubblico. Il dott. Tomassini è stato condannato per aver soppresso il partogramma di una sua paziente, la quale partorì una neonata destinata a 19 anni di vita vegetativa. Senatore.
Carlo Vizzini: prescritto nello scandalo delle tangenti Enimont. Senatore.

Coalizione perdente PD+IDV (7 deputati+2 senatori=9)

Emma Bonino: 1975 arrestata per procurato aborto sconta il carcere, 1977 arrestata a Varsavia poiché manifestava contro il regime comunista, 1990 viene arrestata a New York per la distribuzione illegale di siringhe, in questa occasione manifestava contro la legge che impediva l’uso di siringhe ai tossicodipendenti senza prescrizione medica. Senatrice.
Enzo Carra:condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni nel caso delle tangenti Enimont. Deputato.
Pierluigi Castagnetti: prescitto per corruzione a causa di una tangente ricevuta tra il 1991 e il 1992. Deputato.
Massimo D’Alema: prescrizione per finanziamento illecito da parte di Francesco Cavallari (noto per la sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa). Deputato.
Renzo Lusetti: ex assessore della giunta Rutelli a Roma, condannato a risarcire al comune di Roma una somma intorno ai 400milioni di lire per la vicenda "consulenze d'oro". Deputato.
Leoluca Orlando: condannato per diffamazione aggravata. Deputato.
Antonio Papania: condannato a 2 anni 20 mesi e 20 giorni (patteggiati) per abuso d’ufficio. Senatore.
Andrea Rigoni: condannato in primo grado a 8 mesi per abuso edilizio. Deputato.
Francesco Rutelli: condannato a risarcire il comune di Roma una somma pari a £301.674.228 per il caso delle “consulenze d’oro”. Senatore.

Promossi...




Vday

sabato 12 aprile 2008

Dell'Utri discute BROGLI ELETTORALI


«Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice rivolgendosi a Dell’'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl». Per tutto ciò c'era un prezzo: 200 mila euro. L'esponente politico azzurro però chiede al faccendiere calabrese garanzie anche sul voto in Calabria. «Nessun problema», si affretta a ribadire dal Venezuela, Miccichè. E per sancire un'alleanza strategica con Dell'Utri invia a Milano Antonio Piromalli..[] Miccichè gli raccomanda al telefono di essere convincenti con il senatore azzurro, facendo trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma nell'intera regione. L'incontro avviene nello studio di Dell'Utri. Il senatore forzista resta entusiasta del colloquio tant'è che al telefono, successivamente, si congratula con Miccichè per avergli fatto conoscere due «bravi picciotti».

Stando all'inchiesta della procura di Reggio Calabria sui possibili brogli elettorali commissionati all'estero, spunta il nome del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Dalle intercettazioni telefoniche il faccendiere-bancarottiere Aldo Miccichè, calabrese di Maropati, avrebbe affidato il compito di sostenere la lista Berlusconi alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, il casato di 'ndrangheta più potente in Calabria. Miccichè, intanto, dal Venezuela dove si è rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito, avrebbe messo a disposizione del senatore di Forza Italia i suoi legami con il cartello di 'ndrangheta sudamericana per favorire il controllo del voto degli italiani all'estero, mobilitando i consoli onorari.
Corriere della Sera 12/04/2008

E’ con questa inchiesta che si apre il preludio alle elezioni che vedono (stranamente) favorito Silvio Berlusconi. Il senatore Marcello dell’Utri, già condannato in primo grado per tentata estorsione (2 anni) e per concorso esterno in associazione mafiosa (9 anni), oltre alla condanna definitiva per frodi fiscali in Publitalia (2 anni e 3 mesi), riesce a farsi intercettare mentre discute con Aldo Miccichè, faccendiere 72enne. I due anziani e rispettabili signori discutono allegramente di BROGLI ELETTORALI all’estero e in Calabria. In una seconda telefonata, Marcello dell’Utri si congratula con Aldo Miccichè, per il colloquio soddisfacente appena tenuto con Antonio Piromalli. Antonio Piromalli è il reggente della cosca mafiosa più potente in Calabria, suo padre è in carcere per mafia, suo cugino è stato radiato dall’ordine degli avvocati per una condanna per mafia. Lui invece si ritrova nello studio di un senatore della Repubblica PREGIUDICATO a discutere di “affari” riguardanti voti in Calabria.
Evidentemente il braccio destro del Cavaliere, non possiede la lealtà e la sincerità tanto ostentata dal suo padrone nelle ultime apparizioni televisive, purtroppo non sono qualità di cui può avvalersi ogni persona. Infatti in caso di vittoria del PDL, al presidente Berlusconi verrebbe comunque consegnato il governo, nonostante queste “piccole anomalie” nel suo partito.
Ringrazio pertanto la politica degli ultimi 15 anni, che ha permesso a personaggi come dell’Utri e Berlusconi di continuare a sedere in Parlamento. Ringraziamento particolare anche alla sinistra dei vari d’Alema, Bersani, Parisi, Fassino, Rutelli, Gentiloni, Bertinotti, Pannella, Prodi, Bonino, Amato che in 15 anni non hanno mai neanche pensato a proporre una legge sul conflitto di interesse, non hanno mai affrontato con impegno le leggi “ad personam” berlusconiane, non hanno mai discusso una legge contro le candidature di pregiudicati. Questa sinistra che ora si rispecchia nel Partito Democratico è la vera fonte vitale del berlusconismo, continuano a vivere sulla fobia che gli elettori hanno verso Berlusconi, accettando di buon grado la mancanza del voto di preferenza, di cui non discutono affatto nel programma elettorale. E’ grazie a questa pseudo sinistra che continuiamo ad avere pregiudicati come dell’Utri ed “autoassolti” come Berlusconi.

Ps: l’unico partito che nel suo programma parla di “RIPRISTINO DEL VOTO DI PREFERENZA” è L’Italia dei Valori.

Pps: nel video Silvio Berlusconi omette che Vittorio Mangano è stato condannato all'ergastolo per duplice omicidio, e a 5 anni per traffico di stupefacenti ed estorsione.


Guarda la dichiarazione di voto di Marco Travaglio.

Guarda l'elenco dei condannati della coalizione PD+IDV
Guarda l'elenco dei condannati della coalizione PDL+Lega Nord+Mpa


Vday

martedì 8 aprile 2008

QUATTROGATTI LSE



Grazie all’amico Forno sono in possesso di un documento molto interessante. Il documento scritto con Power Point è stato preparato da un gruppo di master in economia che si fanno chiamare “quattrogattiLSE”, e hanno voluto informare il popolo italiano sulla campagna economica dell’ultimo governo Prodi. Questa presentazione in Power Point naviga nella rete, ma ho scoperto oggi, che esiste anche un video. Io ho guardato sia la parte scritta su slide che il video, ho cercato di capire, e sono giunto alla conclusione che è attendibile (almeno per me che sono un pagano dell’economia).
Il documento testimonia che durante il governo di centrodestra, il signor Tremonti ha curato davvero poco la rogna del debito pubblico, infatti il parametro fondamentale per estinguere il debito, il cosiddetto “Avanzo Primario” si è ridotto a livelli bassissimi decrescendo per tutto il decorso della legislatura. L’avanzo Primario decresce perché sono state fatte delle spese, queste spese sono curate dal Governo, evidentemente questi investimenti sono stati mal gestiti. Infatti non mi stupisce che il Paese si sia trovato alle soglie del 2006 con più di 1500 miliardi di euro di debito.
Cosa mi serve pagare meno tasse se poi mio figlio dovrà pagarne di più per risanare il debito e i tassi di interesse crescenti? Le tasse si pagano per migliorare la vita futura e il benessere comune, non serve a niente farne pagare di meno per fare i belli in televisione, perché l’interesse aumenta con l’aumentare del debito. Se oggi ho 1600 di debito e 70 di interesse, domani avrò 1670 di debito e 80 di interesse, è ciclico, ogni anno aumenta. Il debito pubblico deve essere risanato il prima possibile, senza pregiudicare la dignità della vita degli italiani. E’ questi qua vogliono investire nelle “Grandi Opere” e spendere 4 MILIARDI per il Ponte sullo Stretto.
Tremonti VAFFANCULO a te, al tuo padrone ed a tutto il partito azienda!!!

Il documento in Power Point potete trovarlo qui http://quattrogattilse.googlepages.com/


Ringraziamenti
quattrogattiLSE
Forno

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Vday


lunedì 7 aprile 2008

PD+IDV ELENCO DI CONDANNATI E PRESCRITTI













E’ stata richiesta la lista dei condannati e prescritti della coalizione PD+IDV per il rispetto che si deve alla par condicio. Prima di presentare l’elenco ci terrei a fare alcune precisazioni. L’unico condannato nelle liste dell’Italia dei Valori è Leoluca Orlando, per il reato di diffamazione aggravata, la condanna è stata scontata con il risarcimento di qualche migliaia di euro. I fatti risalgono al 1999, quando l'allora sindaco di Sciacca Ignazio Messina, politicamente vicino ad Orlando, fu sfiduciato dal consiglio comunale e decadde dalla carica. Secondo i magistrati, durante un comizio in piazza, tenutosi successivamente alla mozione di sfiducia a Messina, Orlando avrebbe offeso l'onore e la reputazione dei 21 consiglieri sfiducianti, accusandoli apertamente di intrattenere rapporti con appartenenti alle cosche mafiose e di avere adottato le proprie risoluzioni politiche contro l'allora sindaco di Sciacca al solo fine di favorire interessi economici della criminalità organizzata.
Sono dell’idea che i condannati per reati d’opinione abbiano comunque totale diritto alla candidatura poiché non è detto che le affermazioni diffamatorie siano false, semplicemente non ci sono prove sufficienti a confermarle. Inoltre Leoluca Orlando è noto per la sua campagna antimafia e per i numerosi libri scritti sulla criminalità organizzata. Perciò per quanto mi riguarda riporto nell'elenco il nome di Leoluca Orlando solo per il dovere che si deve ad un’informazione corretta.
Il Partito Democratico e l'Italia dei Valori concorrono solidalmente per eleggere premier Walter Veltroni, ma il numero di voti sarà diviso, stabilendo quanti posti ci saranno in parlamento per i rispettivi partiti.
Questo è l’elenco di coloro che sono stati condannati o prescritti e che sono candidati nelle liste PD o IDV per le elezioni del 13 e 14 Aprile 2008.


Romolo Benvenuto: condanna al risarcimento per percosse all’ex moglie. Camera dei Deputati Liguria numero 9.
Emma Bonino: 1975 arrestata per procurato aborto sconta il carcere, 1977 arrestata a Varsavia poiché manifestava contro il regime comunista, 1990 viene arrestata a New York per la distribuzione illegale di siringhe, in questa occasione manifestava contro la legge che impediva l’uso di siringhe ai tossicodipendenti senza prescrizione medica. Senato Piemonte numero 1.
Enzo Carra:condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni nel caso delle tangenti Enimont. Camera dei Deputati Sicilia1 numero 7.
Pierluigi Castagnetti: prescitto per corruzione a causa di uan tangente ricevuta tra il 1991 e il 1992. Camera dei Deputati Emilia - Romagna numero 4.
Luigi Cocilovo: caso unico di questa lista. Assolto dall'accusa di corruzione (nuova legge intervenuta) nonostante il corruttore sia stato condannato. Nella sentenza si legge a proposito di Cocilovo "collettore di tangenti.. disposto a concedere favori sindacali", ma la legge del "giusto processo" lo assolve. Camera dei Deputati Sicilia1 numero 10.
Francesco Cusumano: recentemente condannato dall’UDEUR per tradimento ha scontanto la pena facendosi sputare addosso dal senatore Barbato (che ora è passato inMpa). Prescritto nel processo a suo carico per appalti truccati. Senato Sicilia numero 10.
Massimo D’Alema: prescrizione per finanziamento illecito da parte di Francesco Cavallari (noto per la sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa). Capolista per la Camera dei Deputati nelle circoscrizioni di Campania1 e Puglia.
Renzo Lusetti: ex assessore della giunta Rutelli a Roma, condannato a risarcire al comune di Roma una somma intorno ai 400milioni di lire per la vicenda "consulenze d'oro". Camera dei Deputati Lombardia2 numero 8.
Leoluca Orlando: condannato per diffamazione aggravata. Candidato per la Camera dei Deputati con l’Italia dei Valori capolista per le circoscrizioni Sicilia1 e Sicilia2, circoscrizione Trentino-Alto Adige e Umbria candidato numero 2.
Antonio Papania: condannato a 2 anni 20 mesi e 20 giorni (patteggiati) per abuso d’ufficio. Senato Sicilia numero 3.
Andrea Rigoni: condannato in primo grado a 8 mesi per abuso edilizio. Camera dei Deputati Toscana numero 13.
Francesco Rutelli
: condannato a risarcire il comune di Roma una somma pari a £301.674.228 per il caso delle “consulenze d’oro”. Senato Umbria numero 1.
aggiornato 9/4/2008 con documento blog Travaglio

Queste persone andranno a sedere nelle poltrone della Camera dei Deputati e del Senato, avranno potere legislativo, e il popolo italiano dovrà seguire leggi che anche questi individui approveranno. Un fuorilegge non può decidere per noi, sono loro quelli fuori schema, non contribuite a mandarli in parlamento. Guardate anche la lista dei condannati e prescritti della coalizione PDL+LegaNord pubblicata QUI.


ps: vorrei ricordare che la prescrizione, per reati di tipo penale, riconosce la colpevolezza ma non interviene attuando la pena perché è passato troppo tempo da quanto è stato commesso il reato. La prescrizione NON è affatto uguale all'assoluzione. Spesso in questi sbagli cadono anche le grandi testate giornalistiche e i telegiornali nazionali, non lasciatevi ingannare.

pps:se avete un blog copiate questo elenco e diffondetelo. La gente deve sapere perchè deve avere il diritto di agire informata dei fatti.

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Vday

domenica 6 aprile 2008

PDL+LEGANORD ELENCO DI CONDANNATI E PRESCRITTI














"Il parlamento è il corpo legislativo dello stato, ossia un organo complesso, costituito essenzialmente da uno o più organi collegiali di tipo assembleare (camere), la cui funzione principale, sebbene non unica, è approvare le leggi."


Quale popolo permetterebbe di far sedere nel parlamento, dove si approvano leggi che tutti dovranno rispettare, delle persone condannate dalla legge stessa?
Probabilmente un popolo di servi o un popolo di ignoranti.
Io mi sono stancato di essere ignorante, e voglio sapere chi sono queste persone e in quale partito vengono candidate, perché io non voglio più votare per chi porterà in parlamento chi ha commesso reati.Nella scorsa legislatura i condannati nel nostro parlamento erano 24 (poi Previti si dimise). Questi “onorevoli” o “senatori” potrebbero forse rappresentare i carcerati o altri pregiudicati, ma non le persone oneste, e la maggior parte degli italiani è INCENSURATA.
Andando a controllare nel vergognoso panorama elettorale che viene proposto ai cittadini, sicuramente il più squallido raduno di condannati si può trovare nella coalizione PDL+LegaNord+Mpa (Movimento per l'autonomia), la quale sostiene Silvio Berlusconi alla candidatura di primo ministro. Attraverso questa pubblicazione voglio presentare l’esempio più evoluto di questo gioco perverso delle “candidature sporche”. Questo è l’elenco di coloro che sono stati condannati o prescritti e che sono candidati nelle liste PDL, LegaNord o Autonomia Sud (Mpa) per le elezioni del 13 e 14 Aprile 2008.

Gianni Alemanno(exAN): nel 1982 sconta 8 mesi di carcere per aver lanciato una bomba molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica. Dopo aver scontato la pena richiede e ottiene la “riabilitazione penale” e per questo motivo la fedina penale risulta pulita. E’ candidato numero 3 nella lista per la Camera dei Deputati della circoscrizione Lazio1.
Silvio Berlusconi: Prescritto 4 volte dal reato di falso in bilancio, prescritto inoltre dal reato di corruzione giudiziaria, appropriazione indebita, tangenti (1,23 miliardi a Bettino Craxi). Candidato capolista per la Camera dei Deputati in tutte le circoscrizioni italiane.
Massimo Maria Berruti: condannato a 8 mesi di carcere per favoreggiamento nel caso delle tangenti alle Guardie di Finanza. Prescritto dal reato di falso in bilancio (caso Lentini). Camera dei Deputati Lombardia2 numero 15.
Umberto Bossi(LN): condannato a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, condannato ad 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera italiana. Prescritto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale. Candidato capolista per la Camera dei Deputati in tutte le circoscrizioni in cui concorre la Lega Nord.
Matteo Bragantini(LN): condannato a 2 mesi per propaganda razzista. Camera dei Deputati Veneto1 numero 3 lista Lega Nord.
Aldo Brancher: prescritto per finanziamento illecito ai partiti. Camera dei Deputati Veneto1 numero 5.
Matteo Brigandì(LN): arrestato e condannato a 2 anni di reclusione per truffa aggravata ai danni della Regione Piemonte. Camera dei deputati Marche numero 3 lista Lega Nord.
Roberto Calderoli(LN): prescritto dal reato di resistenza a pubblico ufficiale. Candidato capolista per il Senato della Repubblica nelle circoscrizioni Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Marche.
Giulio Camber: condannato a 8 mesi per millantato credito ricevette 100 milioni di lire da una banca per assicurarle appoggio politico e salvarla dalla bancarotta. Capolista per il Senato in Friuli - Venezia Giulia.
Giampiero Carlo Cantoni: 2 anni (patteggiati) per corruzione e bancarotta fraudolenta. E’ candidato numero 6 nella lista per il Senato della Repubblica della circoscrizione Lombardia.
Davide Carlo Caparini(LN): prescritto per resistenza a pubblico ufficiale per i fatti di via Bellerio. Camera dei Deputati Lombardia2 numero 4 lista Lega Nord.
Giampiero Catone: arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata. Camera dei Deputati Campania1 numero 9.
Giuseppe Ciarrapico: può vantare condanne come sfruttamento del lavoro minorile, 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta, 3 anni per ricettazione fallimentare, 1 anno e 8 mesi per truffa pluriaggravata, e una condanna con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa. In tutto 5 condanne definitive. E’ candidato numero 11 alla lista per il Senato della Repubblica della circoscrizione Lazio.
Marcello de Angelis(exAN): condanna a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva (dirigente di Terza Posizione). Camera dei Deputati Abruzzo numero7.
Antonio del Pennino: 2 condanne per finanziamento illecito, la prima a 2 mesi (poi patteggiati), l’altra a 1 anno e 8 mesi. Senato Lombardia numero 22.
Marcello dell’Utri: 2 anni per tentata estorsione, 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, 2 anni per frode fiscale. E’ candidato numero 7 nella lista per il Senato della Repubblica della circoscrizione Lombardia.
Luigi Fabbri: condanna a 4 mesi per abuso d’ufficio. Camera dei Deputati Lombardia2 numero18.
Renato Farina: 6 mesi (patteggiati) per favoreggiamento nel caso Sismi-CIA. Camera dei Deputati Lombardia2 numero 17.
Vincenzo Fasano(exAN): condannato a 2 anni per concussionere per l'indagine sulle aree Asi di Battipaglia (Salerno). Pena indultata. Senato Campania numero18.
Giuseppe Firrarello: recentemente condannato a 2 anni e 6 mesi di carcere per turbativa d’asta è candidato numero 4 nella lista per il Senato della Repubblica della circoscrizione Sicilia.
Antonio Franco Girfatti(Mpa): Arrestato e condannato in primo grado per ben due volte la prima per peculato e la seconda per tre capi d'accusa (associazione per delinquere,falso in bilancio, bancarotta). Seconda condanna a 5 anni per bancarotta fraudolenta. Senato Campania numero 3 lista Autonomia Sud.
Gaspare Giudice: prescritto per bancarotta semplice. Camera dei Deputati Sicilia2 numero 11.
Maurizio Iapicca: arrestato nel 1995 e processato per false fatturazioni, falso in bilancio, abuso d'ufficio, ottiene la prescrizione. Camera dei Deputati Campania1 numero 15.
Giorgio La Malfa: condanna a 6 mesi per finanziamento illecito. Camera dei Deputati Marche numero 3.
Giancarlo Lehner: condannato per diffamazione aggravata. Camera dei Deputati Campania2 numero 6.
Mario Malossini: condannato ad 1 anno per ricettazione. Camera dei Deputati Trentino-Alto Adige numero 6.
Roberto Maroni(LN): condannato 4 anni e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Candidato con Lega Nord alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Lombardia2 al posto numero 2.
Angiolino Mastrullo: arrestato nel 1980 per lo scandalo delle forniture di carne alle USL piemontesi, arrestato anche nel 1995 per corruzione e falso in tangenti, ha patteggiato la pena. Camera dei Deputati Piemonte1 numero 12.
Domenico Nania(exAN): condanna per lesioni volontarie personali durante una manifestazione studentesca. Senato Sicilia numero 2.
Antonio Paravia: prescritto per un caso di tangenti alla sanità pubblica. Senato Campania numero 15.
Salvatore Sciascia: 2 anni per corruzione nello scandalo delle tangenti alle Guardie di Finanza. Senato Lombardia numero 16.
Vincenzo Scotti (Mpa): prescritto per inchiesta sugli appalti post-terremoto, prescritto nello scandalo Sisde, condannato dalla Corte dei Conti per quest'ultimo reato al risarcimento economico per quasi 3 milioni di euro. Capolista Senato in Campania, numero 4 in Sicilia, lista Autonomia Sud.
Antonio Tomassini: condanna di 3 anni per falso in atto pubblico. Il dott. Tomassini è stato condannato per aver soppresso il partogramma di una sua paziente, la quale partorì una neonata destinata a 19 anni di vita vegetativa. Senato Lombardia numero 12.
Carlo Vizzini: prescritto nello scandalo delle tangenti Enimont. Senato Sicilia numero 3.
aggiornato 9/4/2008 con documento blog Travaglio

L’elenco potrebbe presentare omissioni sia per quanto riguarda i nominativi, sia per quanto riguarda le condanne o le prescrizioni. Sono gradite notizie al riguardo per completare la lista.

Queste persone andranno a sedere nelle poltrone della Camera dei Deputati e del Senato, avranno potere legislativo, e il popolo italiano dovrà seguire leggi che anche questi individui approveranno. Un fuorilegge non può decidere per noi, sono loro quelli fuori schema, non contribuite a mandarli in parlamento. Guardate anche la lista dei condannati e prescritti della coalizione PD+IDV pubblicata QUI.


ps: vorrei ricordare che la prescrizione, per reati di tipo penale, riconosce la colpevolezza ma non interviene attuando la pena perché è passato troppo tempo da quanto è stato commesso il reato. La prescrizione NON è affatto uguale all'assoluzione. Spesso in questi sbagli cadono anche le grandi testate giornalistiche e i telegiornali nazionali, non lasciatevi ingannare.

pps:se avete un blog copiate questo elenco e diffondetelo. La gente deve sapere perchè deve avere il diritto di agire informata dei fatti.

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Vday

venerdì 4 aprile 2008

Berlusconi




















Berlusconi:

"Votare Pd vuol dire una serie di cose negative come avere Antonio Di Pietro ministro della Giustizia". Silvio Berlusconi, arrivando a un incontro organizzato dalla Confapi, punta il dito contro l'ex pm e leader dell'Italia dei valori che, avverte, in caso di vittoria del Pd sarebbe il nuovo guardasigilli. Poi il Cavaliere elenca un'altra serie di effetti negativi: "Votare Pd vuol dire continuare col sistema delle intercettazioni, che viola la nostra privacy; vuol dire che non si abbatteranno i costi della politica, poiché sappiamo come Veltroni e Di Pietro si sono già comportati; e vuol dire che non costruiranno il ponte sullo Stretto"
Venerdì 4 aprile 2008 ore 11.52

Tra le migliaia di cose negative che esistono al mondo, quale sarebbe secondo voi la più aberrante e terribile che possa sconvolgere il nostro Paese??
Il candidato primo ministro Berlusconi, potendo scegliere da una vasta gamma, ha utilizzato come esempio nefasto la possibilità di avere Antonio di Pietro come ministro della Giustizia.
All’italiano medio potrebbe sorgere un dubbio. Ma abbiamo avuto Mastella guardasigilli per 245 giorni.. Cosa può esserci di peggio??
In effetti le parole del parlamentare più ricco d’Italia devono essere sempre collocate nel giusto contesto. Ovvero dove ciò che è giusto, è giusto per lui, o per chi lo ha servito bene.
Infatti un ministro della Giustizia “alla Berlusca” dovrebbe essere un personaggio bonario, senza grilli perla testa, aperto al dialogo e sopratutto al compromesso. Dovrebbe proporre un altro indulto e magari mantenere vive le leggi “ad personam” faticosamente ottenute in 5 anni di duro lavoro al governo. Sarebbe davvero un ministro coi fiocchi se riuscisse a limare ancora un po’ i termini di prescrizione per qualche reato di cui sono imputati amici e colleghi.
Ma Antonio di Pietro non sarebbe mai un ministro “alla Berlusca”, per il semplice fatto che è stato un magistrato, che ha aperto e diretto l’inchiesta “Mani Pulite”, che ha mandato in carcere molti politici corrotti, e ha già intenzione di eliminare le leggi vergognose sul falso in bilancio. Inoltre sarebbe davvero molto rischioso se riuscisse anche ad accelerare i tempi della giustizia, perché l’amico Marcello ed altri hanno ancora qualche sentenza pendente. Vero Silvio?!
Ma lasciamo stare di Pietro, tanto non lo vogliono guardasigilli nemmeno quelli del PD, di certo non dovrà preoccuparsene.
Parliamo di intercettazioni. Il sistema delle intercettazioni “viola la nostra privacy”. Scusa ma la privacy di chi? Evidentemente il nano 71enne intendeva dire la sua privacy e quella degli imprenditori bancarottieri, o dei politici furbetti, oppure dei mafiosi, non di certo la mia perché non ho niente da nascondere. E poi la privacy viene violata se le intercettazioni finiscono sui giornali, non perché è stata fatta l’intercettazione, sarebbe come dire che la malattia c’è perché sono state fatte le analisi. Per quanto riguarda le intercettazioni “politiche”, io mi ritengo a favore della pubblicazione, perché oltre a dare il mio voto, vorrei poter dare anche il mio giudizio su alcune vicende oscure che coinvolgono i nostri rappresentanti. Inoltre vorrei ricordare che l’intercettazione è ancora un mezzo di grande importanza nelle indagini e fino ad oggi ha contribuito fortemente nelle inchieste sugli scandali più vergognosi della storia della Repubblica. Alcuni esempi sono il crack Parmalat&Cirio, Tangentopoli, lo scandalo Antonveneta-Unipol-BNL, il caso delle tangenti alle Guardie di Finanza (tra gli indagati stranamente l’amica FININVEST), Moggiopoli, Vallettopoli ecc.
Forse Silvio è rimasto indispettito da alcuni episodi che durante la sua carriera l’hanno visto protagonista delle intercettazioni (intercett1, intercett2, intercett3), però non sei più un bambino, non puoi avere sempre tutto quello che vuoi, a 71 anni devi importi dei limiti. Io comincerei andando in pensione in una località esotica con i miei soldi, i miei figli miliardari, le mie accompagnatrici compiacenti e le mie varie prescrizioni e amnistie che, non si direbbe, ma tengono davvero tanta compagnia. Cambiamo argomento. Parliamo del Ponte, quello con la maiuscola s’intende. Il ponte sullo Stretto di Messina è una delle “grandi opere” promesse dal Berlusconi nazionale. Io non sono d’accordo sulla costruzione per alcuni motivi che ci tengo ad elencare. Il primo è un motivo naturale, non sono esperto ma direi geologico, infatti l’isola siciliana si sposta verso nord ogni anno di una quantità dell’ordine degli 0,5 – 1 cm, e il progetto che ora è in appalto non tiene conto di queste variazioni. Perciò si andrebbe a costruire un ponte destinato ad una drammatica fine. Altro motivo molto naturale, per noi italiani, sono i soldi. Infatti la cordata di imprese che si è aggiudicata l’appalto per la costruzione del ponte (Impregilo) chiede quasi 4 miliardi di euro. In un Paese come il nostro, dove il debito pubblico è diventato 1.629,7 miliardi di euro con 70 miliardi di euro di interessi annui, io penserei a ridurre questo abisso di debiti prima di lanciarmi a costruire opere faraoniche inutili. Inoltre il progetto del Ponte è già oggetto di due inchieste della magistratura: una riguarda l'impatto ambientale sul territorio, materia sulla quale l’Unione Europea si è già espressa avviando una procedura di infrazione nel 2005 (perciò contro il governo berlusconiano), per non avere fornito adeguate informazioni dato che lo studio presentato dal Governo «non è stato fatto correttamente».
L'altra inchiesta si occupa dell'intercettazione telefonica tra l'economista Carlo Pelanda e Paolo Savona, all'epoca presidente di Impregilo, in cui si annunciava la vittoria proprio dell'Impregilo, cosa che è avvenuta e che un bookmaker siciliano, esperto in scommesse sulle gare d'appalto, dava per favorita già da tempo. Il bel ponte sullo Stretto è perciò di breve durata, dispendioso, soggetto ad indagini e anche poco utile economicamente. Infatti lo scambio di merci tra Sicilia e penisola sarebbe comunque pregiudicato dalla limitata transitabilità della Salerno-Reggio Calabria, l’autostrada alla quale dovrebbe allacciarsi. Parte di essa è sotto sequestro per indagini e il completamento è previsto entro il 2010, salvo imprevisti.
Insomma oggi il leader del PDL con una sola dichiarazione mi ha dato modo di dare sfogo alla repressione che mi tormentava da un po’ di tempo. Grazie Silvio.
A breve vorrei pubblicare l’elenco dei pregiudicati e prescritti che Berlusconi ha candidato nelle sue liste per le prossime elezioni, nel frattempo ricordiamo i suoi precedenti giudiziari, perché è sempre bello farlo. Prima di incominciare con il variegato elenco vorrei ricordare che la prescrizione, per reati di tipo penale, riconosce la colpevolezza ma non interviene attuando la pena perché è passato troppo tempo da quanto è stato commesso il reato (insomma una cagata). La prescrizione NON è affatto uguale all'assoluzione. Spesso in questi sbagli cadono anche le grandi testate giornalistiche e i telegiornali nazionali, non lasciatevi ingannare.


Berlusconi Silvio è stato prescritto per

Lodo Mondatori, corruzione giudiziaria (con attenuanti generiche, cioè giustificata dal giudice perché non indicata esplicitamente dalla legge)
All Iberian, 1,23miliardi di Lire a Bettino Craxi (nuova legge intervenuta)
caso Lentini, falso in bilancio (nuova legge intervenuta)
Sme-Ariosto2, falso in bilancio (nuova legge sul falso in bilancio intervenuta)
Bilanci Fininvest, falso in bilancio e appropriazione indebita (nuova legge sul falso in bilancio intervenuta)
Consolidato Fininvest, falso in bilancio (nuova legge sul falso in bilancio intervenuta)

Reati estinti per intervenuta amnistia

Falsa testimonianza P2
Terreni Macherio, imputazione per uno dei due falsi in bilancio

Vday

venerdì 19 ottobre 2007

LA REGOLA DEL BAVAGLIO















Controllare l'informazione in ogni sua sfumatura è necessità primaria di ogni regime totalitario. Il nazismo , lo stalinismo e il fascismo facevano uso di severissime norme, che censuravano ogni tipo d'informazione contraria ai "criteri di bontà" voluti dal potere. Ad oggi i mass media si sono venduti al potere e l'unico mezzo di contestazione è rimasto internet. Ma se la tecnologia ci ha donato il web, la politica è pronta a togliercelo. La stessa maggioranza, che attraverso Gentiloni ha proposto di ridurre il digital divide, si appresta ora ad abbattere la rete, distruggendo i nuclei che raccolgono informazione e dibattito, cioè i blog e gli spazi personali in internet. La proposta di legge, denominata Levi-Prodi, è stata approvata dal consiglio dei ministri il 12 ottobre, e a breve sarà presentata in Parlamento per verificare la possibilità di renderla legge in via definitiva. Tra le finalità generali del disegno di legge c'è "la tutela e la promozione del principio
del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della
Costituzione e inteso come libertà di informare e diritto ad essere
informati".
Ma dietro queste belle parole si nasconde una vera e propria fregatura.
L'art.2 della Levi-Prodi introduce il concetto di "prodotto editoriale", come:
"qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso".
L'art.5 definisce attività editoriale qualunque attività "diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali".
Da questi due articoli si è già capito che chiunque scrive un blog, come stò facendo io in questo momento, svolge un'attività editoriale.
L'art.6 impone l'iscrizione al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) a chiunque eserciti attività editoriale, questo comporta pagare delle tasse anche se l'attività editoriale non ha finalità di lucro. Perciò se la legge Levi-Prodi fosse in esecuzione in questo momento, per scrivere queste cose dovrei iscrivere il mio blog ad una società editrice, nominare un direttore responsabile del mio spazio web, che deve essere addirittura iscritto all'albo dei giornalisti, e pagare una tassa editoriale. Chi glielo spiega al 15enne con il blog su MSN che per pubblicare le foto delle sue vacanze al mare deve pagare un bollo???
Ma c'è di più!!!
L'art.7 evidenzia che chiunque scrive in internet è soggetto alle norme che regolano i reati a mezzo stampa, o meglio "si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni", cioè il mio direttore responsabile. Praticamente si fanno equivalere le testate giornalistiche nazionali al blog su internet da 3 visite al giorno. Se scrivo sul mio blog dove vengono a leggere mia mamma, mio babbo e il mio compagno di facoltà, "Ricardo Franco Levi è la vergogna d'Italia e mi fa schifo", con questa legge in vigore potrei incorrere in beghe piuttosto pesanti a livello PENALE.
Questa legge è stata nascosta dietro un articolo della Costituzione, che non c'entra niente con questa burocratizzazione della libera espressione, si vuole perciò eliminare quanto di più libero e democratico ci sia in questo Paese. La verità è che Prodi non è un presidente del Consiglio, ma il cameriere di interessi che vedono in internet la minaccia più grande alla loro sopravvivenza.
E' la regola del bavaglio a cui tutti devono sottostare, la storia ce lo insegna, ma nel 2007 siamo ancora disposti ad essere ripetitivi?
Credo che a questo punto siano rimaste solo due strade da percorrere, la rassegnazione con il conseguente riconoscimento che siamo schiavi di un sistema totalitario, oppure la marcia su Roma, per richiedere a gran voce sotto Montecitorio, l'abolizione di questo aborto legislativo, e la restaurazione dell'articolo 21 (scritto nel 1947), in modo tale che possa comprendere anche la tutela della libertà di critica su internet. Credo che una Costituzione moderna abbia l'obbligo di contenere questo tema.

venerdì 5 ottobre 2007

Le Sfiduciarie Politiche












«Non ho mai chiesto censure - aggiunge Mastella -, vengo dalla scuola cattolica per cui il dubbio è permanente. Dico ai consiglieri, e non è una minaccia ma una valutazione, che gli italiani avranno anche le scatole piene se ogni sera si parla di me piuttosto che dei problemi reali. O il Consiglio di amministrazione della Rai dà una regola di comportamento, o attiveremo strumenti parlamentari sfiduciando questo Cda, non abbiamo alternative»
Corriere della Sera 05/10/2007
Ho riportato qui sopra il commento che il ministro della Giustizia Mastella ha esposto dopo la trasmissione Annozero di ieri sera, il cui tema centrale era il caso De Magistris. Il leader UDEUR prende in mano le redini del Paese, si fa interprete unico degli apprezzamenti italiani ("gli italiani avranno anche le scatole piene se ogni sera si parla di me") e impone il suo lato squadrista minacciando di attivarsi contro il CdA della RAI. Ecco che riappare la Casta, l'élite degli intoccabili, degli incriticabili, dei privilegiati che senza alcuna coscienza sono pronti ad attaccare ogni voce che gioca a loro sfavore. Mastella dall'alto dei suoi 534.088 voti di preferenza, sente il dovere di tutelare gli italiani (che nel dicembre 2006 erano 59.131.287)da un'informazione noiosa ed eccessivamente forcaiola. Allora se Mastella vuole sfiduciare il CdA della RAI io in qualità di cittadino italiano voglio avere la possibilità di sfiduciare Mastella. Non voglio apparire come paladino della RAI, poichè da anni continua a sciorinare programmi che non hanno alcun gradimento a livello macroscopico, ma l'idea del guardasigilli mi fa balzare alla mente una proposta tanto divertente quanto impraticabile. Ma perchè i politici possono vantare solo l'elezione e mai la sfiducia? Perchè il popolo italiano non ha alcun mezzo decisionale per allontanare i politici che ritiene meno meritevoli? Se esistono le Elezioni Politiche io voglio anche le Sfiduciarie Politiche. L'intero elettorato italiano è chiamato a scegliere 100 personaggi politici da allontanare dalle istituzioni. Ad ogni cittadino saranno recapitati nomi e cognomi di parlamentari, senatori e ministri, sulla "scheda della sfiducia" il cittadino dovrà scrivere nome e cognome dello sfiduciato. Al termine delle Sfiduciarie la "top hundred" dovrà tenersi alla larga dalla politica per almeno una legislatura. E qui sì che la demagogia regna sovrana!!!
Sono sicuro che il povero ministro Mastella rientrerebbe facilmente addirittura nella "top ten" delle Sfiduciarie Politiche. Se mai questa nuova forma di potere al cittadino acquisirà concretezza, auguro sinceramente al ministro Mastella i migliori auspici, oltre che la promessa di un voto di sfiducia.


giovedì 4 ottobre 2007

La Legge Gozzini















Il brigatista Cristoforo Piancone è stato arrestato due giorni fa dopo una rapina al Monte dei Paschi di Siena in una filiale dell'omonima città. Piancone ha tentato di sottrarsi all'arresto facendo uso di una pistola contro un poliziotto, ma fortunatamente l'arma si è inceppata, evitando di aggiungere al palmares del pluriomicida l'ennesima vittima. Il terrorista era stato arrestato nel 1978 e condannato a 6 ergastoli, non si è mai pentito ne dissociato ufficialmente dall'organizzazione, eppure gli è stato dato il riconoscimento dello stato di semilibertà. La domanda è lecita, come può il Piancone usufruire di un simile privilegio? Perchè gli viene permesso di esercitare lo stato di semilibertà? Quale razza di magistrato può riconoscergli tale diritto?
Come spesso accade (ma non sempre) ci si lascia trascinare dall'idea che un magistrato possa interpretare il significato delle leggi a suo giudizio, mentre invece esistono leggi chiare, che lasciano poco spazio all'immaginazione. Nel caso Piancone i magistrati che gli hanno conferito il beneficio della semilibertà hanno applicato la Legge Gozzini (n.663/86), come era loro dovere fare. La Gozzini nasce nel 1986 e prende il nome da uno dei suoi maggiori promotori, Mario Gozzini al tempo senatore della Repubblica per la Sinistra Indipendente. Questa legge è stata costruita per modificare e integrare una legge più vecchia, il Trattamento Penitenziario del 1975 (n.354/75). Tra i 32 articoli che la costituiscono, l'articolo che tratta l'ammissione alla semilibertà è l'art.14 che sostituisce l'art.50 della legge passata. Il comma 5 di questo articolo si esprime come segue: "Il condannato all'ergastolo può essere ammesso al regime di semilibertà dopo avere espiato almeno venti anni di pena". Piancone aveva scontato 25 anni al momento della concessione.
Sempre nell'art.14, al comma 2 si definiscono gli estremi percui un condannato può beneficiare della semilibertà, in pratica deve o aver scontato almeno la metà della pena (ma il Piancone aveva 6 ergastoli sulle spalle) oppure rientrare nei criteri elencati al comma 4. Più precisamente il comma 2 si attiva dal momento in cui non ci sono le possibilità di affidare il condannato ai servizi sociali, l'art.47 del Trattamento Penitenziario stabilisce questi criteri, perciò se l'internato non può usufruire dei servizi sociali per allontanarsi dal carcere, può tentare di ottenere la semilibertà. Infatti il comma 2 ammette la concessione nel caso in cui da un'attenta osservazione della personalità del soggetto (procedura dell'art.47) si ottengono i risultati per soddisfare il comma 4. Il comma 4 dell'art.14 si esprime come segue: "
L'ammissione al regime di semilibertà è disposta in relazione ai progressi compiuti nel corso del trattamento, quando vi sono le condizioni per un graduale reinserimento del soggetto nella società". Cristoforo Piancone è sempre stato riconosciuto un carcerato modello rispetto a vari requisiti di ordine, pulizia, rispetto ecc.
In queste condizioni è difficile per un magistrato negare la semilibertà poichè la legge stabilisce chiaramente le opzioni che giocano a favore del condannato.
Ritengo giusto trarre da questa vicenda le motivazioni necessarie a eliminare queste "leggi premio", nelle quali spesso il magistrato si trova a inciampare, restando poi esposto alla severa opinione pubblica.
E' necessario avere un'idea precisa della dimensione della pena, quella è stata data dalla sentenza e quella deve essere scontata, questo gioco del dentro/fuori non offre un'adeguata rieducazione del condannato ne un'adeguata sicurezza alla società. E' bene far notare che queste leggi dello sconto sono state attuate per la necessità di non sovraffollare le carceri, pretesto utilizzato anche recetemente per giustificare l'indulto. Sarebbe perciò opportuno che il governo intervenisse sulla Gozzini, per minimizzare gli sconti della pena, e che si impegnasse nella costruzione di nuove carceri, prima di un nuovo vergognoso indulto e per evitare il ripetersi di altre incresciosce situazioni come il caso Piancone.

giovedì 27 settembre 2007

Giustizia parlamentare 2

















Ricordate le intercettazioni sulla scalata Unipol-BNL-Antonveneta??? Ieri 26 settembre la Giunta per le autorizzazioni ha decretato la sua scelta. La dott. Forleo potrà usufruire in sede di processo delle intercettazioni riguardanti i deputati Piero Fassino (Ulivo) e Salvatore Cicu (Forza Italia). Le intercettazioni a carico del ministro degli esteri, Massimo D'Alema, saranno riconsegnate all'autorità giudiziaria di Milano. La Giunta si è dichiarata infatti incompetente poichè D'Alema all'epoca dei fatti non era deputato del Parlamento italiano ma europeo, perciò il caso non rientra nel campo dei poteri concessi all'organo parlamentare. In questa scelta si sono astenuti il gruppo di Forza Italia rappresentato da Gelmini Mariastella, Leone Antonio, Mormino Nino (vicepresidente della Giunta), Paniz Maurizio, Jole Santelli, il gruppo di Alleanza Nazionale Frassineti Paola, Pepe Antonio, unico voto contrario quello di Palomba Federico (Italia dei Valori) il quale richiedeva che anche le intercettazioni riguardanti D'Alema fossero messe a disposizione della dott. Forleo, evitando altri contrattempi. Da evidenziare il comportamento del gruppo rappresentante Forza Italia, il quale ha ribadito la politica antimagistratura ormai da anni caposaldo del partito, votando a sfavore delle autorizzazioni per i casi Fassino e Cicu. Anche il deputato Buemi Enrico (Rosa nel Pugno) si è opposto concessione delle due autorizzazioni, considerando la richiesta della Forleo "connotata da elementi esorbitanti". Le alternative del GIP Forleo sono ora due: riproporre al Parlamento la richiesta d'autorizzazione per le intercettazioni di D'Alema, oppure portare il caso a Starsburgo all'Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo, la quale dovrebbe avere la competenza necessaria a valutare la richiesta.
Dopo quattro sedute di valutazioni la Giunta tiene fuori dai giochi il pesce più grosso, dichiarandosi incompetente, l'unica nota positiva è che nessuna di queste prove è andata persa e il GIP milanese potrà ancora disporne come riterrà più opportuno. Massimo D'Alema è già stato prescritto nel 1995 per tangenti (finanziamento illecito), in quanto nel 1985 ricevette dal miliardiario mafioso Francesco Cavallari 20 milioni di lire, destinate al Partito Comunista Italiano. Anche oggi nel 2007 si temporeggia, forse riuscirà a scamparla ancora, io spero di no. Con prove che rendono evidente un coinvolgimento nelle vicende processuali, pur marginale che sia, ritengo sia d'obbligo portare in giudizio D'Alema, se poi non esiste complicità tanto meglio per il nostro ministro degli esteri. Staremo a vedere cosa escogiterà Clementina Forleo per portare avanti il suo lavoro. Buona fortuna!!!

lunedì 10 settembre 2007

Giustizia parlamentare

















Ancor prima della chiusura estiva delle camere, il gip (giudice per le indagini preliminari) milanese Clementina Forleo aveva fatto richiesta alla Giunta per le Autorizzazioni, di poter utilizzare intercettazioni raccolte dall’indagine sullo scandalo Antoneveneta-Unipol-BNL. In poche parole, se esistono prove che compromettano in qualsiasi modo un membro del parlamento, queste devono essere prima discusse da un gruppo di parlamentari, e se ritenute prove convincenti possono essere presentate in giudizio alla magistratura.
I parlamentari coinvolti sono tre. Piero Fassino che ha dichiarato la sua totale estraneità dai fatti. Massimo D’Alema (già graziato dalla prescrizione nel 1995) che ritiene errata la richiesta della dottoressa Forleo e l’accusa di dare giudizi troppo affrettati che non le competono. Salvatore Cicu di cui non ho percepito alcuna dichiarazione.
Per quanto mi riguarda ritengo sgradevole e scorretto, nei nostri confronti, l’iter da seguire per processare un parlamentare. A mio modo di vedere un parlamentare è un cittadino che rappresenta altri cittadini e non deve vantare privilegi simili. Se poi l’accusa si rivela infondata sarà il politico stesso con i suoi mezzi a rivalutare la propria immagine. Tutto fa parte della sua responsabilità di personaggio pubblico e deve accettarla.
Io mi sono appellato al buon senso del presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Carlo Giovanardi. Il tempo giudicherà le mie azioni.
Entro la prossima settimana si dovrebbe conoscere il verdetto della Giunta. Se sarà favorevole, allora si metteranno in mano della magistratura i mezzi necessari per svolgere un lavoro decoroso, che possa tenere conto di tutte le prove raccolte nell’indagine. Se sarà contrario, i parlamentari avranno praticamente ottenuto un’assoluzione preventiva.
Qui potete prendere spunto dalla mia email, inviata all’On. Giovanardi, e mandarne una simile ma con le vostre generalità da questo sito.


On. Giovanardi,

Le scrivo, in qualità di cittadino di questo Paese, in merito all'autorizzazione delle intercettazioni Unipol-Antonveneta-BNL, richiesta dalla dott. Clementina Forleo, e discussa dalla Giunta da Lei rappresentata.
Per garantire la trasparenza più assoluta verso i cittadini italiani, io chiedo che sia concessa l'autorizzazione all'esercizio di tali intercettazioni, per garantire gli strumenti necessari a studiare i reali coinvolgimenti delle parti interessate. Ritengo sia opinione comune che lo svolgere un'analisi con i mezzi dovuti è garante oltre che dell'interesse di coloro che sono estranei ai fatti, e quindi innocenti, anche dei cittadini, che potranno valutare la vicenda senza recriminare alcun ostacolo all'indagine.

La ringrazio del tempo concessomi.
Cordialmente

XXXXX YYYYY

giovedì 6 settembre 2007

AAA 98 MILIARDI CERCASI














Se combattere l’evasione fiscale è stato il cavallo di battaglia della sinistra attualmente al potere, tutti noi oggi abbiamo l’opportunità di valutare il reale impegno in questa lotta. Il 31 maggio di questo anno appare nel sito della rivista “Il Secolo XIX”, quotidiano d’informazione leader della Liguria, un articolo dedicato al business dei videopoker ed affini. Come ben si sa il mercato di questi oggetti è Monopolio di Stato, e perciò in un certo senso sono soldi dei cittadini, ma nello scoop sono notificate diverse irregolarità e leggerezze adottate dall’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), leggerezze che pesano 98 miliardi di euro.
Il funzionamento delle macchinette è molto semplice, l’utente gioca i soldi, questi vengono registrati e le informazioni sono spedite tramite rete informatica alla Sogei, cioè la società che raccoglie questi dati e comunica al concessionario (per esempio il gestore del bar che mette a disposizione la macchina) l’imposta dovuta allo Stato.
Ogni macchina deve essere controllata da tecnici accertatori che verificano il collegamento alla rete e lo certificano. Nell’articolo sono evidenziate dichiarazioni dei Monopoli secondo cui nel 2004 95.767 macchine erano funzionanti (perciò incassavano soldi) però scollegate dalla rete (e quindi lo Stato non ci guadagnava una lira). Nella totale consapevolezza di queste perdite di denaro dovuto allo Stato, l’AAMS ha sempre adottato sistemi di dilazione (e cioè concedendo più tempo per pagare) invece di sanzioni immediate. Inoltre è accertato dalla commissione d’inchiesta, voluta da Vincenzo Visco nel giugno dell’anno scorso, che i Monopoli hanno volutamente ritardato di un anno il controllo in rete delle macchinette, senza richiedere poi alcun rimborso ai concessionari. Un anno di contributi allo Stato andati in fumo. Dalla relazione dell’On.Alfiero Grandi, capo della commissione, emerge anche che molti dirigenti dell'AAMS e funzionari accertatori della messa in rete delle macchine sono stati corrotti, e che uno di essi fosse proprio un ingegnerie condannato per usurpazione di titolo (si spacciava per quello che non era). Ma le guardie di Finanza guidate dal colonnello Umberto Rapetto scoprono ancora di più. Secondo i dati dei Monopoli il bilancio del 2006 era il seguente: 200.000 macchine attive e 15,4 miliardi di euro incassati. In realtà la Finanza stima che l’incasso ammontava a 43,5 miliardi, o hanno sbagliato a fare i conti loro (e devono aver sbagliato di parecchio) oppure ci sono 28,1 miliardi che non si sa dove sono andati a finire. I ragazzi della Finanza, dopo la relazione stilata dalla commissione, hanno pensato bene di fare il loro lavoro e calcolare quanto le concessionarie di macchine da gioco (videopoker ecc..) devono allo Stato.Tra multe non pagate e tasse non riscosse si arriva a quantificare una cifra pari a 98 miliardi di euro.
Secondo alcune voci calcolando gli interessi su questi soldi e aggiuntive multe che comprendano queste “sviste” si arriverebbe anche a incassare 150 miliardi di euro.
Dopo quattro mesi dalla pubblicazione dell’articolo il governo ha deciso di dare spazio a questi argomenti con un intervento che descrive tutti i provvedimenti adottati per fare chiarezza sul caso.Riassumendo la commissione è stata creata da Visco nel 2006, dopo nove mesi d’indagine è stata stilata la relazione conclusiva e recapitata al viceministro Visco, il quale l’ha inviata a Giorgio Tino presidente dell’AAMS, al dott. Ribaudo procuratore regionale della Corte dei Conti, e al dott. Ferrara procuratore di Roma. Nel giro di poco più di un mese, 22 maggio, Tino consegna a Visco documenti che attestano le motivazioni dell’AAMS. Il 17 luglio Visco invia all’ufficio legislativo Finanze sia la relazione della commissione Grandi sia le spiegazioni di Tino.
Vorrei però postare le ultime cinque righe dell’intervento.

Quanto alle penali previste nelle concessioni, calcolate dalla Corte dei Conti per un ammontare complessivo equivalente a circa sei volte il valore dell’intera raccolta annuale delle giocate tramite apparecchi da intrattenimento, va ricordato che attualmente sono oggetto di contenzioso tra l’Aams e le società concessionarie. Tra queste ultime, inoltre, vi sono alcune società quotate in Borsa; fatto che impone rigore ma anche prudenza nelle dichiarazioni.
dal sito ufficiale del governo italiano.

Sono sicuro che tutti i cittadini italiani non aspettano altro che il contenzioso si dissolva e arrivino finalmente questi soldi,ma chissà quando accadrà. Io personalmente invece spero che quell’ultima frase scritta dal nostro governo, non rappresenti la giustificazione per più di un anno di silenzio mediatico su queste vicende.Un silenzio certamente dovuto ai poteri immischiati in questo gioco dell’evasione fiscale. La commissione Grandi ha preso in esame l’indagine della Procura di Potenza, quella sul gioco d’azzardo che portò all’arresto del principe Vittorio Emanuele, dalla quale emergono dettagli che fanno riflettere. La più importante concessionaria in Italia, la Atlantis World Group of Companies, è rappresentata nel nostro Paese da Amedeo Laboccetta, esponente di AN ed amico intimo di Gianfranco Fini. Tra le intercettazioni nell’indagine di Potenza emergono telefonate tra Labocetta e Francesco Proietti (segretario di Fini e parlamentare di AN), e tra Proietti e Giorgio Tino. Da queste intercettazioni nascono le accuse del pm (pubblico ministero) di Potenza secondo le quali Giorgio Tino avrebbe evitato la revoca delle autorizzazioni alla società di Labocetta in cambio di voti favorevoli da parte del partito (AN) per mantenere la sua ambita poltrona di leader dell’AAMS. L’Atlantis sarebbe perciò la più grande concessionaria di “macchine di gioco a soldi” in Italia, alla quale è stato riconosciuta la necessità di revocare l’autorizzazione, ma che continua a lavorare dietro un oscuro accordo tra i vertici delle due parti, Atlantis e AAMS. Altra informazione molto interessante è la scoperta di Francesco Corallo tra i dirigenti dell’Atlantis. Francesco Corallo è figlio di Gaetano Corallo, noto boss mafioso incarcerato per fatti dovuti alle sale da gioco e in rapporti notori con Nitto Santapaola e l’ormai defunto Gaetano Badalamenti. In conclusione non si capisce dove siano andati a finire i nostri soldi. La Corte dei Conti, ha denunciato Giorgio Tino il quale rischia 1,2 miliardi di multa, e ha richiesto alle concessionarie i 98 miliardi di euro. Chissà dove sono scomparsi. Forse nelle casse di Alleanza Nazionale o forse nei conti corrente dei clan mafiosi. Speriamo che il governo renda chiarimenti opportuni e più tempestivi di quanto fatto finora. Nel frattempo possiamo solo chiedere accertamenti al presidente Giorgio Tino come hanno fatto i due giornalisti de “Il Secolo XIX”, Marco Menduni e Ferruccio Sansa, ai quali porgo i miei più sinceri complimenti per il lavoro svolto.

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domenica 2 settembre 2007

UDEUR E L'IMPEGNO ALLA MAFIA















Il presidente Montezemolo ha richiesto al governo l’intervento dell’esercito in Sicilia contro la mafia e si è fatto carico di promuovere una clausola per l’espulsione dalla Confindustria per gli imprenditori che accettano il pizzo. Chiaramente di fronte alla richiesta di un’intervento deciso il governo si tira un po’ indietro. Tra i vari pressapochisti Clemente Mastella
-è una discussione ricorrente nelle aree dove c’è maggior incidenza - ha detto Clemente Mastella, ministro della Giustizia - Il problema non è solo per la Sicilia, ma anche per la Campania e la Calabria, se ne discute ma per ora non c’è una risposta affermativa. Martedì - ha aggiunto - incontrerò il presidente del Consiglio e ci saranno in cantiere alcune iniziative che spero siano assecondate dal Parlamento al di là delle distinzioni tra le parti politiche-
Corriere della Sera 02/09/2007

Non ci si deve stupire se Clemente Mastella ad oggi ministro di Grazia e Giustizia, usa parole molto pesate quando parla di mafia, parole che dicono niente.
Lui che ha esordito nella nostra politica con la DC del ’76, fortemente voluto da Ciriaco de Mita (Presidente del Consiglio dal 13 aprile 1988 al 22 luglio del 1989), quando il partito era la parte politica più complice degli affari di Cosa Nostra.
Lui che è stato anche testimone di nozze di Francesco Campanella, uno dei pentiti “illustri” più recenti nella lotta contro la mafia, il quale ha offerto rifugio e documenti falsi a Bernardo Provenzano durante la sua latitanza record. Alle critiche sul fatto il Ministro rispose così:
“Tempo fa sono stato ascoltato dai magistrati come persona informata dei fatti. Non c’è nessun problema. Questa è una cosa malevola. Io sono stato al matrimonio di un ragazzo che aveva 24 anni, quindi se uno a 24 anni appartiene alla mafia, questo non lo sai; lo puoi scoprire dopo. Chi vuole - ha aggiunto - può tirare in ballo questa cosa vita natural durante fino al giudizio universale, ma io esco limpido e qualche altro invece sarà accusato di perfidia”
Il Giornale 19/05/2006

Infatti finché non c’è un riconoscimento della magistratura una persona non è capace di valutare se si trova ad un matrimonio di mafiosi oppure di persone normali. Accerchiato dai galantuomini di Villabate e delle altre famiglie siciliane il Mastella era il primo degli invitati, ma non si è accorto di niente. Altro testimone di nozze che affiancava Mastella per l’occasione era Totò Cuffaro, noto presidente della regione Sicilia ed esponente di Forza Italia, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ma poi rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla mafia. Secondo le dichiarazioni di Campanella il Cuffaro e il nostro guardasigilli sarebbero anche in stretti rapporti tra loro.
- Portai Cuffaro da Mastella - racconta il pentito in uno dei tanti interrogatori ai pm antimafia -, che lo ricevette sulle scale, non lo fece neanche entrare a casa. Gli disse: "Cosa vuoi?" e Cuffaro disse: "Sono stato dal Cavaliere, questo ci prende a tutti, vieni con me perché io faccio il presidente della Regione e tu fai il presidente della Camera». Mastella sgranò gli occhi, mi guardò e mi disse: "Glielo dici tu che è cretino o glielo dico io?"-
Corriere della Sera 13/12/2005 (Giovanni Bianconi)

Ma non è finita qui. Il Campanella che nel 2000 ricoprì la carica di segretario nazionale dei giovani dell’UDEUR (cioè rappresentante e responsabile della sezione giovani del partito) ha sempre avuto ottimi rapporti con il leader di partito, come conferma una lettera da lui scritta al ministro il 30 agosto del 2005:
“Con il cuore gonfio di tantissime emozioni…Sei l’unica persona del mondo politico che ricordo con affetto, con stima e con estremo rispetto, perché sei sempre stato come un padre per me…”
“Nonostante non avremo modo di frequentarci nei prossimi tempi, sappi che io e barbara (la moglie
ndr) ti vogliamo veramente bene. Riguardati e cammina sempre dritto per la tua strada e non ti fare fregare da tutta quella gente vuota che ti sta intorno esclusivamente per interesse”.

Questa lettera è stata consegnata da Mastella ai magistrati durante la sua deposizione, dichiarando che non era mai stata letta prima che Campanella diventasse collaboratore di giustizia e quindi pentito, e che fra loro c’erano solo rapporti politici (leggendo dalla lettera nasce il dubbio).
Ma Clemente Mastella non solo è nato in grembo alla DC corrotta degli anni ’70 ed era conoscente di Campanella (picciotto di Provenzano), ma è stato anche nel 2004 il vice-presidente del CdA (Consiglio Di Amministrazione) del Napoli Calcio durante il crack da decine di milioni di euro ed ora è al centro di un’accesa polemica sugli sconti esagerati ricevuti dai politici per l’acquisto di case e appartamenti di lusso.
Inoltre tra le schiere del suo partito, da 534.088 voti di preferenza, Mastella può vantare personaggi come:
Marco Verzaschi Sottosegretario al Ministero della Difesa indagato per corruzione.
Stefano Cusumano Senatore della Repubblica e Presidente Commissione Agricoltura in galera per corruzione e turbativa d'asta (cioè l’atto illecito con cui si boicotta un’asta pubblica a favore proprio o di altri).
Antonio Potenza Assessore alla Sanità in Basilicata dal 2004 indagato per corruzione.
Gaetano Fierro Sindaco di Potenza indagato per corruzione in carcere per corruzione e turbativa d’asta.
Vittorio Insigne Consigliere della Regione Campania indagato per concorso in camorra.
Pietro Pittalis Consigliere della Regione Sardegna indagato per peculato (cioè appropriazione illegale di denaro o beni pubblici).
Sergio Stancato Consigliere Udeur indagato per corruzione.
Alla luce di tutto questo sarebbe auspicabile ricevere dal ministro Mastella segnali maggiormente convinti, che lo coinvolgano apertamente nella lotta contro la mafia sia in Italia che all’interno del suo partito, e che possano dimostrare il suo totale appoggio all’eliminazione di un fenomeno da troppo tempo largamente diffuso nel nostro Paese. Le sue parole non bastano, per essere credibile deve farci sapere quali sono le iniziative e quali provvedimenti concreti saranno adottati.
La mafia può essere sconfitta solo dal popolo attraverso la politica che lo rappresenta.
Fatevene una ragione e chiedetevi come può Mastella rappresentare la Giustizia italiana.

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